I pugni all’arbitro e la pena

Federica Sorrentino |

La cronaca sportiva si è trovata nuovamente ad affrontare un episodio che decisamente non rispecchia l’etica e i valori del fairplay. Com’è noto, domenica 12 marzo, il giocatore 17enne della ColicoDerviese, impegnato nel match di campionato allievi regionale under 17 contro la Vertovese, ha sferrato all’arbitro 19enne tre pugni sul volto a seguito di un cartellino rosso durante gli ultimi minuti della partita.

La società sportiva ha preso subito le distanze dall’accaduto, condannando fermamente il gravissimo episodio che ha visto protagonista un suo giocatore, e prontamente sono arrivate anche le scuse da parte del 17enne lecchese. Il giudice sportivo, ciò nonostante, ha applicato la massima sanzione, squalificandolo per cinque anni, ovvero fino a marzo 2028.

La speranza è che episodi di questo tipo non accadano più. Episodi che non hanno nulla a che vedere con i valori etici e sportivi e i principi di educazione e fairplay.

Parla chiaro il comunicato emesso dalla società sportiva: “Il nostro tesserato, colpevole dello sconsiderato gesto, ha scritto una lettera che ci ha chiesto di far pervenire al comitato regionale, all’A.I.A e al direttore di gara. Siamo stati indecisi fino all’ultimo, ma alla fine abbiamo convenuto di pubblicarla perché ci sono alcuni passaggi che vale la pena leggere. Il ragazzo è una persona per bene, non ha mai dato a noi nessun problema e siamo legati a lui con affetto, perciò gli diamo la possibilità di scusarsi, anche se rimane il suo un gesto inqualificabile e sconsiderato e di cui dovrà rispondere.”

Alla luce di queste dichiarazioni, assume valore la lettera di scuse del giovane calciatore:

“Chiedere scusa non sarà mai abbastanza, so di aver sbagliato e me ne sono reso conto subito. Ho avuto due minuti di totale blackout e mi vergogno del gesto che ho fatto, chi mi conosce sa perfettamente che non sono il ragazzo violento descritto su tanti giornali in queste ultime ore. Mi dispiace aver deluso tutti, compagni, staff e società che hanno sempre creduto in me. Dopo quei due minuti di follia ho cercato subito l’arbitro per porgere le mie scuse ma mi è stata negata la possibilità vista la situazione che si è venuta a creare, e posso solo che comprendere. Ho commesso un grave errore ne sono consapevole e ho cancellato in un attimo tutti i sacrifici fatti per questo sport che amo; so che sarà impossibile rimediare ma adesso l’unica cosa che vorrei fare è poter incontrare di persona l’arbitro per potermi scusare personalmente. Questa vicenda mi ha insegnato che con la violenza non si risolve nulla ed è un insegnamento che porterò nella mia vita quotidiana. Sconterò la giustizia sportiva e, se mi sarà data la possibilità, tornerò a praticare questo sport che tanto mi ha dato in questi anni.”

Il giudice sportivo ha comminato una squalifica di 5 anni al 17enne che ha aggredito l’arbitro in una partita del campionato allievi regionale (Ph: A. Mariani)

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