Il mondo nerazzurro si è ribaltato. Perché giustamente Palladino continua a ribadire che “non abbiamo fatto ancora niente” ma è giusto fare i conti: quando è stato esonerato Juric, dopo il Sassuolo, la Dea aveva 13 punti ed era più interessata a guardarsi dietro che davanti mentre ora, 14 giornate dopo, i punti sono 42 di cui 29 conquistati alla media di oltre 2 a gara. Un passo che, sviluppato sull’intero campionato, supera quota 78 ovvero i livelli record ottenuti dalla Dea contemporanea.
Mettiamo in fila le certezze, aritmetiche o meno: l’Atalanta è salva a San Valentino, in attesa del recupero con il Milan è davanti al Como al sesto posto con la Juventus a +4 e lo scontro diretto da giocare. In attesa di Napoli-Roma, che se vincono i padroni di casa quel +4 varrebbe anche pensando ai giallorossi e, quindi, anche alla zona Champions.
Già, perché qui non si tratta solo di ragionare sulla possibilità o meno di andare in Europa ma su quale competizione l’Atalanta può cercare di raggiungere. Sembrava un miracolo andare in Conference, al momento è tutto aperto. Grazie al campionato e alla semifinale di Coppa Italia che si giocherà in sfide di andata e ritorno contro la Lazio (prima a Roma, poi a Bergamo). E l’Atalanta ha raggiunto questa condizione di fiducia grazie ad un cammino nel 2026, in ambito italiano, da urlo: 14 gol segnati e appena 2 subiti, squadra imbattuta con 6 vittorie e 2 pareggi in 8 partite di cui 6 chiuse senza subire gol. E l’altra partita giocata in competizioni nazionali, la Coppa Italia, ha fatto registrare un netto 3-0 alla Juventus con accesso alle semifinali.
Palladino e i suoi ragazzi sono in grande fiducia, gli uomini ruotano e nonostante qualche assenza pesante arrivano risultati tosti anche grazie ai subentranti. Sempre a Roma, Palladino ha dichiarato che per lui il turnover non esiste e probabilmente è un modo particolare per raccontare quanto sia fondamentale mandare in campo sempre i migliori. Certo, quando hai più di 11 giocatori di livello (portiere compreso), è tutto più facile ma alla fine bisogna tradurre in campo quello che ci si prefigge di fare. E non è sempre scontato, anzi.
Raffaele Palladino vanta una media di oltre due punti a gara in campionato (credits: atalanta.it)





