Il fattore K

Fabrizio Carcano |

Il fattore K finalmente decisivo. Un anno fa l’Atalanta ha inseguito sul mercato per oltre tre mesi, caparbiamente, Teun Koopmeiners, con una trattativa estenuante, quasi infinita, con l’AZ 67 Alkmaar, abbassando la richiesta iniziale degli olandesi da 20 a 15 milioni, proprio per poter avere un centrocampista diverso dagli altri, per avere un giocatore verticale, che avesse passaggio lungo, cross, capacità di sciabolare da una metà campo all’altra e un tiro da fuori in grado di sbloccare le partite, un grimaldello balistico per scardinare le difese chiuse a bunker. 

Il curriculum del giovane Koopmeiners recitava 26 gol nelle ultime due stagioni in Eredivisie: un curriculum da tiratore di calci piazzati, inclusi i rigori, ma anche e soprattutto da tiratore in movimento. Eccolo il fattore K. Frenato lo scorso anno da un utilizzo contingentato: davanti l’orange aveva la coppia inossidabile De Roon-Freuler in mediana, mentre nel ruolo di trequartista doveva sgomitare con Pessina, Pasalic e Malinovskyi. 

Koop si è ritagliato il suo spazio nonostante la concorrenza, ma chiaramente senza Freuler ora ha un ruolo tutto suo. Per sprigionare il fattore K. Per ora curiosamente questo suo fattore da tiratore sblocca-partite lo si è visto solo al Bentegodi. Lo scorso anno a dicembre con quel missile che decretò nella ripresa la vittoria in rimonta per 2-1 della Dea, prodezza balistica bissata domenica, peraltro sempre sotto la stessa curva del settore ospiti. Cinque gol in meno di un anno in nerazzurro (è arrivato nei primi giorni dello scorso settembre) ma le potenzialità di Koopmeiners, anche realizzative, sono ancora tutte da esprimere: Gasperini lo sta plasmando da mediano, da metronomo alla Freuler, ma con doti fisiche e tecniche superiori allo svizzero. Koopmeiners studia da regista davanti alla difesa, in un asse verticale con il quasi coetaneo Ederson (hanno un anno di differenza) davanti come trequartista o centrocampista alto. Fisicità, talento, visione di gioco: la coppia verticale presente e futura del centrocampo è questa. E a Verona nella ripresa si è vista per la prima volta. 

Koopmeiners ha segnato 5 gol, due al Bentegodi, in meno di un anno all’Atalanta (Ph: A. Mariani)

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