Calcio

Il mister dell’Atalanta a quota 65

26 Gennaio 2023

Federica Sorrentino

Gian Piero Gasperini spegne 65 candeline nella “sua” Bergamo, che lo annovera tra i cittadini onorari e dove ha trovato il modo di fare, più che altrove, della sua dottrina calcistica un faro. E’ stato da pochi festeggiare il proprio compleanno da allenatore dell’Atalanta per tanti anni. Sono sette le stagioni che lo vedono alla guida della squadra nerazzurra, riportata in Europa a vele spiegate già al primo giro di giostra del campionato fino a diventare un esempio di gioco decisamente bello da vedere. Trovati gli interpreti giusti, ecco che Gasperini propone il suo undici a trazione anteriore, capace di produrre gol e spettacolo. Un direttore d’orchestra a tutto tondo, severo come deve essere chi cerca di migliorare, alzare l’asticella come egli stesso ama ripetere. Senza, però, voli pindarici. Consapevole che con la qualità, la dedizione e la diligenza tattica si fa la differenza. Sarà Gasperson? Chi s’intende di calcio lo crede possibile. E l’interessato? Bergamo gli è cara e non lo nasconde. Prim’attore di un progetto che ha permeato l’EuroAtalanta, quella che ha preso casa nei quartieri alti, permettendogli di vincere due panchine d’oro. Nato il 26 gennaio 1958, Gian Piero Gasperini. Cinque anni dopo, quando lui probabilmente si dilettava con le prime figurine di calciatori nel primo anno della Grande Inter di Helenio Herrera, veniva alla luce Josè Mourinho. Al quale spesso è riuscito a rubare la scena, promettendo di rifarlo ancora.

Gian Piero Gasperini, nato il 26 gennaio ‘58 a Grugliasco, dall’estate 2016 sulla panchina dell’Atalanta (Ph: A. Mariani)