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Calcio 1 Febbraio 2026di Federica Sorrentino

Il pareggio sul Lario una prova di squadra maiuscola


Finisce 0-0 tra Como e Atalanta, ma è un pareggio che per la squadra di Raffaele Palladino vale moltissimo, soprattutto per come è maturato: in dieci uomini, contro un avversario ben organizzato, e con un Marco Carnesecchi semplicemente decisivo. Lo racconta bene, ai microfoni di DAZN, il capitano Marten de Roon, che non ha dubbi nell’indicare il protagonista assoluto della serata:“Complimento a Marco, ci ha salvato la partita. Grandi parate, poi l’ultima non parliamone neanche, siamo felici come bambini”. de Roon ha sottolineato il giusto spirito con cui l’Atalanta ha affrontato la gara: “È stata una partita di sacrificio perché in dieci contro una squadra che gioca bene, fa girare la palla ed è molto intelligente, devi correre molto. Abbiamo lavorato, siamo stati guerrieri, poi alla fine becchi un rigore e pensi di stare per perdere”. Per il centrocampista olandese questo punto ha un peso speciale: “Questo punto forse vale ancora di più dei tre sull’aspetto morale, e anche per i tifosi che sono rimasti a casa, che forse nell’ultima partita non hanno visto questo spirito, però oggi lo abbiamo messo in campo”. Da capitano, inevitabile anche una riflessione sull’espulsione del giovanissimo Ahanor: “Lui deve imparare da questo gesto. Non deve reagire. Per la testa di un 17enne non è facile. Però deve imparare, è un ragazzo giovane, succede a tutti. Adesso deve alzare la testa e non andare giù. Anche per lui abbiamo preso un punto oggi”. Se de Roon incarna l’anima combattiva della Dea, il volto del match è senza dubbio quello di Marco Carnesecchi, che racconta così le emozioni del rigore parato nel finale: “Questi momenti li sogni da quando sei bambino. Quando sono andato lì sul dischetto mi ricordavo ancora quando la Cremonese ha vinto la Serie A qua. Mi aveva attirato in quell’angolo lì, ma non ero riuscito a prenderlo”. Il portiere nerazzurro non dimentica però l’avversario e il valore del gruppo: “Do un grosso abbraccio a Nico Paz perché è un giocatore straordinario, mi dispiace che purtroppo sia capitato a lui, però quando si è in campo si pensa solamente al proprio bene, quindi sono felice. Questo premio non è solamente per me, perché vedere i miei compagni che fanno questo spirito, che fanno questa fatica, è un motivo d’orgoglio”. Carnesecchi resta umile anche parlando del suo momento personale: “Non credo di essere nel mio momento migliore, perché comunque sono ancora giovane e devo ancora imparare tanto. Bisogna sempre migliorare e lavorare tantissimo”. Nel dopopartita ha parlato anche Davide Zappacosta, sottolineando che “Honest Ahanor è un ragazzo molto giovane che dà sempre tutto. Questi sono episodi che possono capitare nel calcio, abbiamo lottato fino all’ultimo minuto per cercare di portare a casa un risultato positivo. Ovviamente l’espulsione ha scombussolato un po’ tutti i piani, però ci siamo compattati, abbiamo cercato di concedere il meno possibile. Sapevamo di affrontare una squadra molto forte tecnicamente che crea e segna tanto – ha aggiunto Zappacosta – quindi era impensabile non concedere nulla. Ovviamente, una partita come questa fa crescere tanto. Venivamo da una brutta prestazione in Champions League, quindi c’è stata una risposta di squadra, servita a dimostrare che questo è un gruppo che non molla mai, capace di lottare sempre”. Anche Davide Zappacosta ha speso parole di lodi a Marco Carnesecchi. “Al di là del calcio di rigore parato, sta davvero dimostrando di essere uno dei migliori portieri in circolazione, è in continua crescita, ha molta personalità e questo ovviamente lo porta ad affrontare tutte le situazioni con la massima serenità. È un portiere davvero forte che ci sta aiutando tantissimo, siamo contenti di averlo con noi”.

L’esultanza dei giocatori dell’Atalanta dopo il calcio di rigore neutralizzato da Carnesecchi (Ph: A. Mariani)