Rino Gattuso è arrivato in conferenza stampa dopo avere atteso l’esito della sfida, finita ai rigori, tra Galles e Bosnia Erzegovina, che contenderà agli azzurri il pass per il Mondiale. Non a caso, al triplice fischio, il ct ha chiesto subito a Buffon quale fosse l’avversario da affrontare. Ha dovuto attendere, ma cambia nulla. “La Bosnia gioca con il 4-4-2 e conta su tanti giocatori di esperienza, si sa chiudere bene e dunque sarà altra patrtita difficile come quella con l’Irlanda del Nord”, esordisce Gattuso. Che ammette l’approccio sbagliato nel primo tempo (“a livello tattico eravamo troppo prevedibili, con Locatelli che si abbassava e Mancini che andava a fare il terzino, abbiamo servito poco i nostri attaccanti, pensavamo che gli avversari avrebbero puntato sui lanci lunghi, invece ci hanno sorpreso prendendo a palleggiare”) e per questo di essersi arrabbiato pure rimanendo tranquillo. “Nell’intervallo ho spiegato cosa dovevamo fare. Sono partite in cui la tensione si sente. La scelta di venire a Bergamo ha fatto in modo che il pubblico ci abbia sostenuto per tutta la partita. Altrove, probabilmente, a fine primo tempo sarebbe partito qualche fischio”. Ora si torna a lavorare a Coverciano, per preparare la trasferta di Zenica di martedì 31 marzo. “Abbiamo tanti giocatori con 45 partite nelle gambe, dobbiamo recuperare le energie il più in fretta possibile. Andiamo a scalare una montagna, consapevoli che ci manca l’ultima partita per completare l’opera. Con l’Irlanda del Nord la priorità non era giocare bene, ma portare a casa la vittoria. Sarà così anche a Zenica (a poco più di un’ora da Sarajevo). Sicuramente metteremo in campo la squadra migliore. Bastoni non giocava e non si allenava da tre settimane, ora abbiamo fuori solo Scamacca che sta lavorando per tornare disponibile”. L’ultima considerazione è riservata all’importanza assunta dalla partita con l’Irlanda del Nord. “Per la mia carriera di allenatore cambia poco, diverso sarebbe stato se non avessimo vinto”, dice il ct facendo capire quanto sia fondamentale nel gruppo la coesione e condivisione che si è creata, con giocatori infortunati come Di Lorenzo e Vicario che decidono di raggiungere gli azzurri. “Vedere la forza e l’entusiasmo è un segno importante. Siamo stati sempre una squadra solida, secondo me riuscire a portare questi ragazzi a vivere così l’ambiente di Coverciano è qualcosa che mi riempie di gioia e d’orgoglio”.
Il ct Rino Gattuso nella sala stampa dello stadio di Bergamo dopo il successo sull’Irlanda del Nord (credits: Pernice Editori)





