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Calcio 16 Gennaio 2026di Federica Sorrentino

Il primo pareggio di Palladino è un bicchiere mezzo pieno

Quella contro il Pisa si è rivelata una gara dura e fisica, come aveva previsto da Raffaele Palladino. Un primo tempo sottotono, e una ripresa più coraggiosa e intensa, che ha permesso ai nerazzurri di sbloccare il risultato prima di subire il pareggio dei toscani. Un punto che, per l’allenatore, rappresenta comunque un segnale di crescita.

Palladino non ha nascosto quanto il contesto fosse complicato, sottolineando i meriti del Pisa e le difficoltà incontrate da tante squadre sul terreno di gioco dell’Arena Garibaldi: “Lo sapevamo che era una partita difficile, un campo complicato. Hanno fatto fatica tante squadre qui. Avevamo preparato proprio questo tipo di partita, una partita di tante palle lunghe, duelli, seconde palle”.
Il tecnico ha individuato il problema principale della prima frazione di gioco: “Penso che noi il primo tempo l’abbiamo regalato, perché non siamo entrati proprio con lo spirito giusto”, aggiungendo che all’Atalanta è mancato soprattutto l’impatto fisico e l’intensità, sia in fase di possesso che di non possesso. La pressione è stata poco efficace e questo ha permesso al Pisa di prendere campo, rendendo sterile la manovra offensiva nerazzurra. Nel secondo tempo, però, la squadra è tornata in campo con un piglio completamente diverso. Più aggressività, più qualità e una maggiore capacità di restare dentro la partita anche nei momenti di difficoltà: “Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, siamo entrati sicuramente con un altro spirito” ha dichiarato. L’Atalanta è riuscita a sbloccare il match, anche se la risposta del Pisa non si è fatta attendere. Il gol dell’1-1 dei padroni di casa è arrivato in modo meritato, ha sottolineato Palladino: “Il rammarico di oggi è quello di non aver portato i tre punti a casa. Però credo che sia sicuramente un pareggio meritato”.

Il mister ha voluto guardare il bicchiere mezzo pieno, evidenziando il percorso di crescita della sua squadra: “Probabilmente un mese e mezzo fa questa partita l’avremmo persa e invece abbiamo portato un punto a casa”. Il riferimento, in particolare, è alla sconfitta a Verona. Per Palladino, gare come questa vanno interpretate più con la testa e il carattere che con la tattica: “Qua non c’è niente di tecnico-tattico, non esistono i sistemi di gioco. Bisogna capire queste partite, bisogna calarsi in queste partite”. Un aspetto su cui l’Atalanta deve ancora migliorare, ma che fa parte di un processo di crescita in corso.

Ampio spazio anche alle scelte offensive e all’utilizzo di Giacomo Raspadori, schierato da centravanti nel corso della gara. “È un giocatore polivalente, molto funzionale. Può fare la punta o il trequartista, deve giocare dentro al campo. È un giocatore che ci dà tante soluzioni”. Palladino ha inoltre optato per un cambio di modulo, passando al 4-2-3-1: “Ho preferito abbassare i quinti, fare una difesa a quattro, aprire i trequartisti e andare sugli esterni e giocare con Raspadori tra le linee”. Una scelta che ha dato maggiore ampiezza alla manovra e non è una novità per l’allenatore, che ha ribadito come la base resti il 3-4-3, ma con la possibilità di adattarsi grazie alla qualità degli attaccanti a disposizione.

Raffaele Palladino ha ottenuto a Pisa il primo pareggio da quando allena l’Atalanta (Ph: A. Mariani)