Alla vigilia della sfida della Nazionale a Bergamo, nella conferenza stampa prepartita, Mateo Retegui si è presentato al fianco del ct Gennaro Gattuso con un atteggiamento sereno ma determinato, lasciando trasparire tutta l’importanza del momento e la consapevolezza del peso della maglia azzurra. L’attaccante ha subito chiarito il proprio stato fisico e mentale, sottolineando come questa settimana rappresenti uno snodo cruciale per lui e per l’intero gruppo. Retegui ha anche voluto ringraziare lo staff che lo ha seguito negli ultimi giorni e si è detto pronto e motivato, “con tanta voglia di giocare” e in attesa della gara con entusiasmo.
Il ritorno a Bergamo ha rappresentato un altro tema centrale delle sue parole, con l’attaccante che ha espresso un legame particolare con la città e con lo stadio, ricordando gli allenamenti e le sensazioni positive vissute in passato. Per lui, ha spiegato, si tratta di un ambiente che dà qualcosa in più. Riguardo alla presenza di altri attaccanti, Retegui ha sottolineato come non si tratti di una competizione che genera timore, bensì di uno stimolo continuo a migliorarsi: “Non è paura, ma avere giocatori di questa qualità ti spinge ad allenarti di più e a essere sempre pronto”, ha detto, ribadendo poi un concetto chiave dell’identità del gruppo, ovvero quello di una squadra unita, “una famiglia, spalla a spalla”, dove l’obiettivo comune prevale sulle individualità. Quando gli è stato chiesto cosa lo abbia fatto innamorare della Nazionale, Retegui non ha nascosto l’emozione, ripercorrendo il momento della prima convocazione ricevuta da Roberto Mancini. Da allora, ha detto, ha sviluppato un legame profondo con la squadra e con tutto ciò che rappresenta vestire l’azzurro, arrivando a definire la Nazionale come “la cosa più importante che mi è successa”, e ribadendo più volte l’orgoglio di indossare questa maglia e la volontà di continuare a farlo il più a lungo possibile.
In vista della partita, in un contesto segnato anche da pressioni esterne, Retegui ha mantenuto una linea lucida e concentrata, spiegando che all’interno del gruppo si è lavorato molto sulla tranquillità e sull’aspetto mentale, elementi ritenuti fondamentali per affrontare una gara in cui esiste un solo risultato possibile: la vittoria. “Sappiamo che c’è solo un risultato, che è vincere”, ha dichiarato, sottolineando come la squadra abbia mostrato segnali di crescita dall’arrivo di Gattuso e debba proseguire su quella strada con determinazione.
Proprio il rapporto con il ct è stato un altro passaggio significativo della conferenza, con Retegui che ha voluto ringraziare pubblicamente Gattuso per la fiducia dimostrata anche in un momento delicato come la scelta di trasferirsi in Arabia Saudita; una decisione che avrebbe potuto mettere a rischio il suo percorso in Nazionale, ma che invece è stata accompagnata dal sostegno dell’allenatore. Sul fronte del gruppo, Retegui ha raccontato come, nonostante la distanza geografica che lo separa da molti compagni durante la stagione, il senso di appartenenza non sia mai venuto meno. Ciò che conta, ha spiegato, è arrivare a questi appuntamenti con la giusta mentalità, “al 200%”, sia dal punto di vista fisico che mentale. In questo senso, il messaggio è stato chiaro e diretto, ovvero l’Italia deve prendere in mano la partita fin dai primi minuti, imporre il proprio gioco e dimostrare il proprio valore, perché questo è “il momento di dimostrare a tutti chi siamo”. Infine, un passaggio riguardo la sua esperienza all’estero e al rapporto con il proprio allenatore di Club, descritto come una persona di grande valore umano e professionale, con cui esiste un ottimo rapporto.
Mateo Retegui torna da azzurro a Bergamo dopo la gara vinto con l’Estonia (credits: Pernice Editori)





