Eroe per caso? No, non per caso. Nikola Krstovic, eroe per la seconda volta dopo la doppietta di settembre sul campo del Torino, stava dando segnali di crescita, con buoni spezzoni nei finali contro Inter e Roma, lottando su ogni pallone, cercando la porta. Gli serviva il gol per sbloccarsi e togliersi pressioni, ovvio, come succede a ogni attaccante, per cui il gol è tutto. E per il 25enne montenegrino, finora troppo discusso e troppo criticato, spesso affrettato capro espiatorio per la tifoseria di tutti i problemi nerazzurri, come avvenuto a Napoli e a Verona, sono comunque già quattro gol in campionato. Più di Lookman, a guardare bene i numeri. Questione di tempo. E di spazio, per il montenegrino.
La doppietta di Bologna riporta le lancette indietro a settembre, quando dopo l’altra doppietta a Torino intorno a lui c’erano solo elogi e consensi unanimi e la certezza che fosse il giocatore giusto per alternarsi con il titolare Scamacca. Tre mesi e mezzo dopo, 108 giorni dopo, riecco Krstovic eroe di una trasferta importante, da vincere, in un confronto diretto, quasi uno spareggio per il settimo posto. “Krstovic ha disputato una grandissima partita”, lo ha elogiato Palladino, ma senza andare oltre. Come giusto che sia, perché il tecnico campano si attende queste risposte da qualunque giocatore venga chiamato in causa. Compreso Krstovic, eroe si ma non eroe per caso, perché l’Atalanta ha investito forte su di lui in estate, per acquistarlo dal Lecce, proprio per avere un’alternativa di valore a Scamacca, proprio per avere un centravanti in grado di fare questo, come accade appunto nelle squadre ambiziose, che puntano in alto, come la Dea. Bravo Krstovic a non scoraggiarsi dopo tre mesi di astinenza realizzativa e critiche spesso ingiuste, bravo a restare sul pezzo, pronto quando fosse arrivata la sua occasione. E’ arrivata al Dall’Ara e sono arrivati i gol. Ma il Dall’Ara non rappresenta né un punto di arrivo né di partenza per Krstovic, ma una normale tappa: sabato 10 dicembre arriva il Torino e Scamacca potrebbe non essere ancora al meglio, per cui nel caso toccherà ancora a lui davanti. Con meno peso sulle spalle dopo la doppietta di Bologna e più fiducia, perché due gol pesanti tolgono zavorra a ogni attaccante!
Nikola Krstovic festeggiato dai compagni di squadra dopo il raddoppio (Ph: A. Mariani)





