In Friuli inedita sfida di vertice 

Fabio Gennari |

Udinese – Atalanta è una sfida di vertice praticamente inedita. La Dea non era mai stata prima in classifica dopo 8 giornate di campionato, i friulani in passato hanno vissuto stagioni da urlo con qualificazioni alle Coppe Europee in sequenza, ma che due realtà come quelle bianconera e nerazzurra battagliassero per il primo posto ad autunno appena iniziato è una novità quasi assoluta. Merito di due progetti calcistici da osservare con rispetto, ammirazione e sinceri applausi. Filosofie diverse, soprattutto sullo scouting, che trovano naturale sbocco in una prima squadra dove ci sono alcuni elementi magari con più esperienza in A che vengono via via affiancati da giocatori che sul palcoscenico più importante dell’Italia pallonara devono ancora dimostrare molto. Se non tutto. 

La gara della Dacia Arena avrà anche una grande cornice di pubblico, da Bergamo sono attesi oltre 2mila tifosi ma anche i sostenitori di casa vengono annunciati in massa. A prescindere dal risultato finale, nessuna delle due squadre subirà un colpo pesante relativamente al percorso che sta facendo: l’Atalanta continuerà a sognare l’Europa, l’Udinese vorrà proseguire nella sua crescita e chissà che nella gara di ritorno, a Bergamo, ci siano in palio punti ancora più pesanti visto che si giocherà ai primi di marzo. 

A causa dell’infortunio di Zapata non ci sarà il confronto a distanza con Beto, resta comunque una gara piena di duelli interessanti ed anche un confronto tra chi cerca giocatori in ogni angolo del mondo e chi, come l’Atalanta, osserva senza dubbio gli altri campionati ma non dimentica mai i ragazzi cresciuti nel settore giovanile. Sportiello, Scalvini, Okoli, Zortea e Ruggeri sono tutti elementi che hanno guardato per anni il calcio che conta dai campi di Zingonia. Sognavano una maglia nerazzurra in serie A, parecchi di loro a Udine avranno spazio anche tra i titolari in attesa del recupero dagli infortuni di tanti compagni. 

Udinese – Atalanta è anche la sfida tra chi cerca sempre di fare calcio con un occhio importante ai bilanci. La Dea che ha partecipato alle coppe in questi anni non ha mai fatto registrare un segno meno nei conti, il club di Pozzo negli ultimi due bilanci noti è andato in rosso ma già al 30 giugno 2022 la tendenza dovrebbe essere stata invertita. Una differenza molto importante, tuttavia, c’è: dal 2012 il patron dei friulani controlla anche gli inglesi del Watford, per alcuni anni le società di calcio erano addirittura 3 (c’era anche il Granada) mentre Percassi è sempre stato solo sull’Atalanta di cui ha ceduto la maggioranza nel febbraio del 2022.

In assenza di Toloi, i gradi di capitano dovrebbero passare a De Roon (Ph: A. Mariani)

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