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Outdoor 26 Marzo 2026di Marco Enzo Venturini

In MotoGP tutti temono il COTA di Austin e l’Aprilia

Una settimana dopo il Brasile, la MotoGP torna in pista e lo fa in occasione del Gran Premio delle Americhe. Si correrà al COTA di Austin, circuito stupendo e molto impegnativo, come dimostra il fatto che negli ultimi tre anni le vittorie sono andate a tre piloti e tre marche diverse (Rins su Honda, Viñales su Aprilia e Bagnaia su Ducati, peraltro nessuno dei tre campione del mondo a fine anno). Ecco perché dopo il dominio di Marco Bezzecchi e della sua Aprilia a Goiânia, la sensazione è che in Texas possa verificarsi qualche sorpresa. E a sperarci sono in tanti, a partire dal duo in rosso composto da Marc Marquez e Pecco Bagnaia, personaggi ancora in cerca d’autore nell’anno del centenario di Borgo Panigale.

Proprio Bezzecchi ha optato per i toni bassi all’arrivo della MotoGP in quel di Austin. «Su questa pista è sempre stato fantastico Marc Marquez – ha ricordato il pilota Aprilia, attuale leader del campionato -. Anzi, credo che il numero delle sue vittorie qui superi quello dei successi che ho raccolto in tutta la mia carriera. Perciò penso che andremo incontro a un weekend non facile, daremo comunque il nostro massimo sperando che basti. Resta il fatto che sto vivendo un ottimo periodo, sicuramente mi sento bene e sono felice. Voglio però ripartire da zero su questa pista, che pure mi piace molto e non vedo l’ora di correrci. Ma ogni gara fa storia a sé. E tra Sprint e Gran Premi mancano ancora 40 gare prima che finisca il campionato, piano quindi a dire che sono il favorito al titolo».

Quelle di Bezzecchi somigliano però tanto alle parole di un pilota ormai pienamente consapevole della sua superiorità tecnica e forse anche psicologica sui rivali. Non a caso Marc Marquez, solo quinto nell’attuale classifica piloti della MotoGP, ha i piedi particolarmente di piombo sulle sue aspirazioni di successo: «Austin ha una pista che si adatta al mio stile di guida e che adoro, ma non dimentichiamoci che non ci vinco da quattro anni. Bezzecchi arriva invece da quattro vittorie di fila e si sta dimostrando velocissimo. Il favorito è lui. In Ducati cercheremo di contrastarlo ma non sarà facile, io intanto voglio trovare le sensazioni necessarie per essere di nuovo costante nei tempi sul giro». Molto cauto anche Bagnaia: «Qui ho vinto l’anno scorso, ma Marc era caduto. Parliamo del circuito più impegnativo del calendario, ma anche di una pista che apprezzo molto e dove è sempre stimolante correre. Dobbiamo però capire dove possiamo migliorare in gara, perché è su questo aspetto che abbiamo fatto più fatica in Brasile».

Particolarmente galvanizzato è invece Fabio Di Giannantonio, reduce dal terzo posto di Goiânia strappato proprio a Marc Marquez dopo una battaglia durata praticamente tutta la gara e attualmente primo pilota della Ducati nella classifica mondiale. «La pista di Austin è fantastica e qui è tutto stupendo, dal posto al clima che si respira – ha dichiarato il portacolori del Team VR46, che correrà il GP delle Americhe con una livrea dedicata -. Poi devo dire che mi sono divertito un mondo a duellare con Marc Marquez, ci siamo contesi il podio in maniera aggressiva ma sempre pulita. Credo che quello che abbiamo fatto rappresenti la perfetta espressione del motorsport, tanto da farmi dimenticare la caduta del warm up. Probabilmente l’ho un po’ sottovalutata, lunedì non riuscivo a muovere normalmente il braccio. Ma ora sono completamente concentrato su quello che devo fare e, anche se al momento non sappiamo se le Aprilia resteranno fuori dalla nostra portata per il resto della stagione, non importa. Quello che ci serve è avere più battaglie in pista. Per averle servono però più moto forti, quindi spero non sia mai scontato stabilire quale sia la migliore». E chissà, in un inizio di centenario molto al di sotto delle aspettative forse proprio questo è lo spirito che serve dalle parti di Borgo Panigale.

Marco Bezzecchi dopo la vittoria nel GP del Brasile (credits: Aprilia)