Calcio

Italeng possibile risorsa di scorta

19 Settembre 2023

Fabrizio Carcano

L’Atalanta senza centravanti di ruolo in prima squadra, dopo il momentaneo stop di Gianluca Scamacca e quello almeno trimestrale di El Bilal Toure’, potrebbe attingere dalla squadra under23 di serie C allenata da Francesco Modesto. Del resto, l’idea di base della seconda squadra, oltre a far crescere i giovani mantenendoli in maglia nerazzurra senza spedirli altrove, era proprio quella di avere dei ragazzi più pronti, anche fisicamente. rispetto ai diciottenni della Primavera, e già rodati nel calcio professionistico, per migliorare la qualità degli allenamenti o in caso di emergenza per dare un’alternativa a Gasperini. E l’emergenza, anche se siamo solo a settembre, si è presentata con l’infortunio al flessore di Scamacca. Premessa scontata: un ragazzo che gioca in serie C non può valere un nazionale pagato 30 milioni, altrimenti banalmente a 21-22 anni questi giocatori non sarebbero in terza serie. Ma per dare una mano per qualche partita un calciatore ben allenato, che conosce gli schemi e i moduli, ed è pronto atleticamente e fisicamente, può essere appunto una risorsa. Quantomeno per la panchina. Gasperini sta facendo le sue valutazioni, non tanto in chiave Europa League, dove l’esperienza internazionale diventa fondamentale, quando per la prossima partita di campionato contro il Cagliari o eventualmente anche per quella successiva a Verona. Il nome cui guardano tutti inevitabilmente è quello di Jonathan Italeng Ngock, 22 anni compiuti ad agosto, corazziere di 186 centimetri che per impianto fisico ricorda in tutto per tutto Duvan Zapata. È bravo a giocare spalle alla porta, sa attaccare la profondità e in area fa valere la sua fisicità. In questo avvio di serie C ha segnato tre gol, con un rigore, in tre presenze: aveva segnato anche la rete del 3-3 contro la Virtus Verona ma gli è stata annullata per un fuorigioco inesistente. Numero importanti i suoi, ma ovviamente vanno tarati sulla serie C. Classe 2001, Italeng è arrivato nella Primavera nerazzurra dopo un’esperienza al Chievo, impattando positivamente con 10 gol nella stagione 2020-21 conclusa con la finale persa contro l’Empoli. In quella baby Dea allenata da Brambilla giocava con Scalvini e Ruggeri e con i suoi attuali compagni Cortinovis, De Nipoti, Ghislandi e Sidibe. Poi una prima stagione non facile in serie C, con un doppio prestito tra Lecco e Taranto, tanta panchina e poco spazio. Lo scorso anno, però, ha fatto bene al Montevarchi dove ha segnato 6 gol in 28 gare. In estate il ritorno a Bergamo, con il ruolo di prima punta in alternanza con il 20enne guineano Moustapha Cisse’ che ha già esordito e segnato in serie A nel 2022, ma ora sta avendo problemi ad una spalla a frenarlo. Per cui l’unica opzione sembra essere Italeng, considerando che il centravanti della Primavera, il 19enne serbo Vanja Vlahovic, più dotato tecnicamente, sembra ancora acerbo e fisicamente non ha certo la stazza del camerunese.

“In questi tre mesi qui ho lavorato tanto. Lavorare tanto è la filosofia che ho appreso subito quando sono arrivato qui all’Atalanta”, ha spiegato Italeng in un’intervista al sito ufficiale della Dea, commentando il suo avvio positivo. “Sono stato in prestito per due anni e il primo anno è stato veramente difficile. La serie C è un campionato molto duro da giocare e aiuta a crescere. Lo scorso anno a Montevarchi ho avuto un mio spazio e ho giocato”. Dalla serie C alla prima squadra sarebbe un salto triplo, ma Italeng può essere utile alla causa, con il suo modo di giocare alla Zapata, pur senza il talento del colombiano. Ma senza aspettarsi miracoli da un ragazzo che deve fare ancora tanta squadra per arrivare in alto.

L’esultanza di Italeng, a segno con l’Atalanta U23 sul campo di Caravaggio (Ph: A. Mariani)