Calcio

Jeremie Boga e un futuro da decifrare

18 Ottobre 2022

Fabrizio Carcano

Bagagli pronti dopo la sosta per Jeremie Boga? Forse. O forse no. Premessa: l’Atalanta tendenzialmente è molto prudente prima di cedere un giocatore. Soprattutto se costato una cifra importante e ancora giovane. Eloquente a riguardo è stato il caso di Aleksey Miranchuk, trattenuto sia nell’estate 2021 che nel gennaio 2022. Premessa d’obbligo per spiegare che la posizione di Jeremie Boga, sotto valutazione da parte della dirigenza, è al momento tutta da decifrare: il franco ivoriano fino alla partita contro il Sassuolo era fuori dalla rotazioni, praticamente inutilizzato, in campo per meno di mezz’ora, anche se di fatto aveva giocato praticamente solo i 25 minuti alla terza di campionato nella ripresa a Verona, a quattro giorni dalla chiusura del mercato, per metterlo in mostra per eventuali acquirenti. Il pomeriggio del 1 settembre l’ex Sassuolo aveva la valigia già chiusa, pronto a trasferirsi al Leicester, poi l’affare è saltato all’ultimo e Boga è rimasto, ai margini. Senza trovare spazio nonostante l’assenza prolungata di Zapata.

Poi sabato scorso un’altra occasione contro il Sassuolo, entrando sul 2-1 per la mezz’ora finale al posto di Ademola Lookman: qualche corsa in contropiede, un tiro murato, un buon passaggio per Ruggeri.

I primi segnali incoraggianti. Colti anche da Gian Piero Gasperini: “Mi è piaciuto come entrato Boga. È un ragazzo che in questi ultimi periodi si è messo a posto molto bene, ha tolto un po’ di peso, si è tirato a lucido. Ha fatto delle cose molto buone in allenamento che mi hanno spinto a farlo entrare. Lo spirito è quello giusto. Se continua così prima o poi arriverà il suo momento”. Parole che farebbero pensare che Boga sia fuori dal mercato. In realtà non è così. Perché finora in dieci giornate ha giocato appena 60 minuti. Perché davanti c’è troppo affollamento e troppa concorrenza e perché Boga è quello che rischia di avere meno spazio con il ritorno di Zapata, pagando anche il fatto di non avere un ruolo preciso. L’ivoriano, arrivato a gennaio dal Sassuolo dopo un investimento da 22 milioni, doveva essere un numero 10, l’erede del Papu Gomez, quel giocatore di fantasia, velocità e giocata saltando l’uomo che Gasperini tanto reclamava dal burrascoso addio dell’argentino. Promesse non mantenute in dieci mesi in nerazzurro senza mai incidere, senza integrarsi tatticamente, senza essere trequartista o seconda punta. Due reti tra Coppa Italia ed Europa League contro Fiorentina e Bayer Leverkusen, ma un clamoroso zero in campionato dove l’ex Sassuolo peraltro non segna da un anno e mezzo. Ora Boga ha a disposizione cinque giornate di campionato per ritagliarsi un suo spazio, altrimenti nella sosta invernale la società e lo stesso giocatore dovranno fare le loro valutazioni: da una parte per l’Atalanta non avrebbe senso tenere ad ammuffire in panchina un giocatore pagato 22 milioni, con un ingaggio elevato, dall’altra lo stesso franco-ivoriano, che il 1° gennaio compie 26 anni, avrebbe bisogno di giocare con più continuità dopo un triennio tra Sassuolo e Bergamo in cui ha avuto poco spazio. In mezzo ci sono ancora cinque partite, per poter poi valutare tutto serenamente a bocce ferme.

Jeremie Boga in azione nel secondo tempo nel match con il Sassuolo (Ph: A. Mariani)