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Japanese Grand Prix, Sunday, Getty Images SUZUKA, JAPAN - MARCH 29: Race winner Andrea Kimi Antonelli of Italy and Mercedes AMG Petronas F1 Team celebrates in parc ferme during the F1 Grand Prix of Japan at Suzuka Circuit on March 29, 2026 in Suzuka, Japan. (Photo by Lars Baron/LAT Images)
Outdoor 29 Marzo 2026di Marco Enzo Venturini

Kimi Antonelli vince a Suzuka e guida il mondiale

E ora si inizia a fare davvero sul serio. Andrea Kimi Antonelli bissa Shanghai e si prende anche il Gran Premio del Giappone, vincendo una gara che sembrava essersi complicata dopo un weekend da dominatore assoluto su una delle piste più difficili del mondo. Non solo: il successo in terra nipponica gli permette di issarsi in cima alla classifica della Formula 1 fissando una lunga serie di record. Si tratta infatti del primo italiano a guidare il mondiale da Melbourne 2005 (Fisichella), il primo a vincere due gare di fila dai tempi di Alberto Ascari nel 1953 e soprattutto il più giovane leader del campionato da quando è stato istituito: ha 19 anni e 7 mesi, nessuno aveva mai raggiunto un tale primato di precocità. I punti di vantaggio sul compagno George Russell, solo quarto, sono ora 9. Ma è tutto il podio a far sorridere l’Italia, con la seconda piazza ospitata dal rinato Oscar Piastri (il cui trisnonno era toscano) e la terza da un eroico Charles Leclerc al volante di una Ferrari che continua a mostrare ampi sprazzi di competitività.

Il vero problema di Antonelli e più in generale della Mercedes, in una Formula 1 che era e resta sotto scacco degli obblighi imposti dalla gestione di motore e batterie, rimane la partenza. Nonostante la pole position, a sua volta la seconda di fila dopo la Cina, anche a Suzuka Kimi parte con l’handicap. Anzi: va anche peggio rispetto a Shanghai, dato che da primo si ritrova sesto dopo poche curve. Ne approfitta al solito Leclerc, ma soprattutto Piastri. La sua McLaren, che addirittura non era mai riuscita a prendere il via in nessun Gran Premio stagionale fin qui, scatta alla grande e si porta in testa. Ci si aspetterebbe a questo punto il solito copione visto dall’inizio dell’anno, ma è così solo in parte. Russell si riporta infatti velocemente al secondo posto superando Leclerc, ma non riesce ad affondare l’attacco sulla monoposto papaya. C’è poi anche un pizzico di sfortuna, dato che la Freccia d’Argento del britannico cambia le gomme al 21° giro e all’inizio del 22° è necessario l’ingresso in pista della Safety Car. Il motivo merita un approfondimento a parte: Bearman finisce contro le barriere dopo aver perso il controllo a causa di un rallentamento di Colapinto davanti a sé. Ma l’argentino non ha colpe: la sua Alpine era rimasta senza batteria in un punto della pista particolarmente infelice, l’ingresso alla Spoon Curve. Una problematica su cui la Formula 1 dovrà interrogarsi.

Sta di fatto che Antonelli, ancora non rientrato ai box, può approfittare dell’incidente per fare il suo pit stop e ritrovarsi nuovamente davanti al compagno di squadra. C’è poi il solito problema della ripartenza, che penalizza ulteriormente Russell sorpreso da un sornione Hamilton. E non è tutto: la Mercedes numero 63 si ritrova al 37° giro ad affrontare lo stesso problema di Colapinto, e nel medesimo punto. Fortunatamente alle sue spalle c’è un attentissimo Leclerc, che indovina il sorpasso della vita all’esterno della curva più impegnativa di Suzuka ai danni della macchina più veloce della griglia. Ma è chiaro che la gestione della ricarica, così com’è adesso, non vada affatto bene. E sottopone gli stessi piloti a rischi preoccupanti: basti dire che l’impatto sopportato da Bearman ha raggiunto i 50G, e – anche se l’inglese della Haas se l’è cavata con una semplice contusione al ginocchio destro – non è ammissibile puntare sempre e soltanto sul colpo di fortuna.

Resta lo spettacolo, garantito nel finale di gara anche e soprattutto dalle Ferrari. Al 42° giro Leclerc artiglia il podio sorprendendo Hamilton all’esterno della prima curva, poi resiste fino al traguardo agli assalti del rientrante Russell. Lewis, a sua volta, deve vedersela con l’altra McLaren: quella di Lando Norris. E le Rosse reggono il colpo, sfatando anche uno storico tabù degli ultimi anni: le gomme hard nei finali di gara. Addirittura al terzultimo giro i due piloti del Cavallino si regalano due capolavori in fotocopia a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro: subire un gran sorpasso alla Chicane del Triangolo e restituirlo al rispettivo avversario dopo il rettilineo principale, all’esterno. Solo il britannico non porta a casa la missione fino alla fine, dovendo accontentarsi del sesto posto alle spalle del campione del mondo in carica. Ma i segnali sono e restano buoni, nell’attesa delle tante novità che vedremo in pista da qui a Miami.

I titoli restano però per forza di cose tutti concentrati su Kimi Antonelli, primo pilota Under 20 a guidare un mondiale di Formula 1 (il record precedente apparteneva proprio a Hamilton, che però nel 2007 di anni ne aveva 22). Non solo: al netto della già citata leadership di Fisichella, piuttosto estemporanea perché ottenuta nella gara inaugurale di quella stagione, il giovane prodigio bolognese è il primo leader italiano del campionato da oltre quarant’anni, quando era il compianto Michele Alboreto a comandare la classifica del 1985. E le sue ambizioni iridate ora iniziano davvero ad essere concrete: oltretutto lo resteranno ancora per un bel po’, visto che il campionato si ferma fino al 3 maggio.

Andrea “Kimi” Antonelli esulta dopo l’arrivo al Gran Premio del Giappone a Suzuka (credits: Mercedes-AMG Petronas F1 Team)