La Dea alle prese con qualche errore di troppo

Fabio Gennari |

Cinque sconfitte in campionato, contro Frosinone, Fiorentina, Lazio, Inter e Napoli. Cinque partite in cui l’Atalanta ha lasciato tutti i punti a disposizione sul campo pur non dando mai la sensazione di essere messa sotto in modo netto dagli avversari e cedendo il passo per tanti, troppi errori decisivi. Pesanti. Evitabili e a volte pure banali. Soprattutto contro le 4 big finora incontrate e contro cui si è perso (la Juventus ha strappato a Bergamo lo 0-0), la questione è fastidiosa perché conferma la bontà della rosa, la capacità di fare gioco e imporsi in fase ben definite del match (spesso nella ripresa) eppure con dei black-out purtroppo decisivi. 
A Firenze la squadra di Gasperini era riuscita a pareggiare i conti con Lookman ad inizio ripresa dopo il vantaggio di Koopmeiners e le due reti della Fiorentina per il parziale 2-1: nel finale, dormita di Ederson e zampata di Kouame. Dalla Lazio, sotto 2-0 in pochi minuti con Musso decisivo per evitare il 3-0 (in un quarto d’ora iniziale da incubo..), Ederson e Kolasinac avevano sistemato le cose prima dell’azione finale con la zampata di Vecino e la difesa nerazzurra in modalità “belle statuine”. 
Veniamo alle due sconfitte di Bergamo con Inter e Napoli, stavolta condizionate dai portieri. Il rigore che ha spianato la strada ai milanesi è un regalo sciagurato di Musso, il 2-1 finale dei partenopei nasce da un rinvio sbilenco di Carnesecchi con gli altri due gol subiti, da Kvaratskhelia e Lautaro Martinez, favoriti dalle sbavature di Scalvini ed Ederson. Insomma, tanti errori individuali che si sono mescolati alla bravura dell’avversario per punizioni che sono state quasi sempre letali. Dirsi che bisogna crescere e migliorare è logico, per farlo bisogna passare dal lavoro quotidiano costante e mirato che va verso una crescita fondamentale se si vuole restare in alto. Quando l’Atalanta gioca, crea e finalizza spesso azioni offensive anche di pregevole fattura. Ci sono però dei momenti in cui, per cali di tensione o errori tecnici, la Dea paga a carissimo prezzo ogni mezza sbavatura. Capita a tutti di sbagliare, non è quello il problema. Però ci sono momenti in cui l’errore pesa molto di più e le conseguenze, purtroppo, diventano letali per il risultato. 

L’azione del gol di Elmas che ha deciso il match a favore del Napoli (Ph: A. Mariani)

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