La Dea frena la sua corsa al vertice

Eugenio Sorrentino |

La corsa dell’Atalanta al vertice della classifica si interrompe all’undicesima giornata, di fronte a una Lazio molto bene organizzata e spietata, in barba all’assenza di un attaccante di peso e riferimento come Immobile. La sconfitta per 2-0 subita al Gewiss Stadium, in un’atmosfera di incitamento incessante ed encomiabile dei novemila della curva nord, mette fine anche all’imbattibilità della squadra di Gasperini, apparsa in difficoltà di fronte al fraseggio e al dinamismo dei biancocelesti. Ben poco da recriminare rispetto a quanto visto in campo, se non che la difesa bergamasca si è fatta sorprendere una volta per tempo, mentre la fase offensiva dell’Atalanta si è manifestata solo nell’ultima mezz’ora di gioco, senza che il portiere Provedel abbia dovuto effettuare una sola parata.

Primo tempo con l’Atalanta prigioniera delle geometrie laziali, sempre lontana dall’area avversaria, trovando gli spazi chiusi e cercando vie d’uscita prevalentemente sulla fascia sinistra, con le combinazioni tra Soppy e Muriel. Difesa biancoceleste impenetrabile e nessuna opportunità di sfruttare i lanci in profondità. Sono bastati, però, uno spunto di Pedro e il passo ritardato di Okoli per consentire a Zaccagni dopo dieci minuti di infilare la porta di Sportiello e mettere in salita la partita dell’Atalanta. I cambi operati nell’intervallo da Gasperini non hanno fatto in tempo a entrare nel vivo che la Lazio ha raddoppiato, sfruttando una ripartenza di Zaccagni e la qualità di Felipe Anderson. Quando l’Atalanta ha provato a riemergere per recuperare, le azioni si sono fermate al limite dei 16 metri, con la retroguardia laziale che ha avuto sempre e ordinatamente buon gioco. La nota positiva è rappresentata dal ritorno in campo di Djimsiti e Zapata, quella negativa l’espulsione di Muriel per doppia ammonizione.

Commento ad Atalanta-Lazio a cura di Federica Sorrentino

La cronaca

La formazione iniziale scelta da Gasperini è la stessa schierata nel birthday match, con la sola eccezione del rientro sulla fascia di Hateboer dopo il turno di squalifica, mentre in panchina tornano Musso e Zapata. Fascia di capitano a Marten de Roon che, alla 273esima presenza con la maglia dell’Atalanta, eguaglia Glenn Stromberg. Sarri propone Felice Anderson nel ruolo di punta centrale al posto dell’infortunato Immobile e preferisca Vecino a Luis Alberto per la zona sinistra di centrocampo.

Lazio più propositiva nelle fasi iniziali e per prima al tiro dopo 7’ con Marusic che da fuori area chiama in causa Sportiello, bravo a non farsi ingannare da una deviazione. E dopo tre minuti i biancocelesti bucano la difesa bergamasca con un passaggio in profondità di Milinkovic per Pedro, sul cui cross rasoterra in area interviene Zaccagni che brucia sullo scatto Okoli e insacca. Dopo altri due giri di lancette per poco a Vecino non riesce la deviazione sotto porta su un pallone strozzato. Atalanta costretta a fare fronte alle fitte trame della squadra di Sarri, fatte di scambi veloci e giro palla. Intorno al 20’ Muriel prova a dare la scossa andando in profondità, ma senza risultato. Al 24’ la prima occasione per pareggiare, su cross di Soppy e colpo di testa di Hateboer che finisce oltre la traversa. Atalanta costretta comunque ad attendere per giocare di interdizione e tentare di ripartire. Accade, però, che la squadra di Gasperini faccia fatica fin dalla impostazione sotto il pressing alto portato dai laziali. Al 43’ è Vecino, liberato da Milinkovic sulla linea dei 16 metri, a provare la battuta con palla alta sulla traversa.

Nell’intervallo Gasperini lascia negli spogliatoi Okoli e Pasalic, entrambi in evidente difficoltà neelle rispettive posizioni, inserendo il rientrante Djimsiti e Malinovskyi. Ci si attende un cambio di passo, invece è la Lazio ad avanzare e Marusic costringere Sportiello a inarcarsi per deviare il pallone oltre la traversa. Il raddoppio dei biancocelesti arriva al 7’ per merito di Felice Anderson che riceve palla da Zaccagni, scattato in profondità, aggira la marcatura e gonfia la rete con un preciso rasoterra alla destra di Sportiello. La Lazio torna a farsi pericolosa al 12’ con un destro di Zaccagni che il portiere atalantino smanaccia in calcio d’angolo. Spinta dall’orgoglio e dal tifo incessante della curva nord, Dopo essere stato ammonito per simulazione di fallo in area, al 16’ Muriel pennella in area pescando Koopmeiners che non trova tempo e coordinazione per incornare. Al 19’ finisce la partita di Soppy, avvicendato da Maehle, con conseguente passaggio di Hateboer sulla fascia destra. Al 25’, mentre Basic prende il posto di Cataldi nelle file lazioni, Gasperini rimette in campo dopo due mesi Zapata, che rileva Lookman mai efficace, ricostituendo la coppia d’attacco colombiana. Alla mezz’ora lascia il campo de Roon, sostituito da Ederson. Esce anche Lazzari per Hysaj e poco dopo Pedro per Cancellieri. Bisogna attendere il 41’ per rivedere una conclusione a rete dell’Atalanta, ad opera di Hateboer che di testa manda alto su cross di Muriel, il quale allo scadere del 90’ commette un banale fallo a centrocampo e viene espulso per doppia ammonizione.

ATALANTA-LAZIO 0-2

Atalanta (3-4-2-1): Sportiello 6 Okoli 5 (1’ st Djimsiti 5.5) Demiral 5 Scalvini 5.5 Soppy 5.5 (19’ st Maehle 5.5) de Roon 5.5 (30’ st Ederson 5.5) Koopmeiners 5 Hateboer 5 Pasalic 5 (1’ st Malinovskyi 5.5) Lookman 5 (25’ st Zapata sv) Muriel 5. A disposizione: Musso, Rossi, Zortea, Ruggeri, Boga, Hojlund. Allenatore: Gasperini

Lazio (4-3-3): Provedel 6 Lazzari 6 (32’ st Hysaj sv) Casale 7 Romagnoli 7 Marusic 6 Milinkovic 6.5 Cataldi 6 (25’ st Basic 6) Vecino 6.5 Pedro 7 (39’ st Cancellieri sv) Felipe Anderson 7 Zaccagni 7.  A disposizione: Maximiano, Adamonis, Radu, Patric, Gila, Romero, Luis Alberto, Kamenovic, Marcos Antonio. Allenatore: Sarri

Arbitro: Abisso 6 Assistenti: Di Gioia e Dei Giudici. IV Uomo: Orsato. Var: Di Bello AVar: Cecconi

Marcatori: pt 10’ Zaccagni; st 7’ Felipe Anderson

Ammoniti: Okoli, Soppy, Muriel, Cataldi, Milinkovic. Espulso Muriel al 45’ st per doppia ammonizione.

Recupero: 2, 3

Zaccagni, autore del primo gol laziale, nella morsa di Djimsiti e Hateboer (Ph: Alberto Mariani)

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