La Dea ha chiuso la porta

Fabio Gennari |

Ci sono i numeri a rendere speciale il primato dell’Atalanta in coabitazione con il Napoli. Dati oggettivi, slegati dall’estetica del gioco nerazzurro (francamente e nettamente diverso dal passato) che in questo momento è molto più bergamasco di quanto, forse, non è mai stato con Gasperini. La Dea è pragmatica, sorniona, cinica e gagliarda, i giocatori sono un blocco unico e quando c’è da colpire arrivano accelerate che, con un pizzico di precisione in più, potrebbero scrivere copioni meno ansiosi per le gare della domenica. 
In attesa di evoluzioni che nei 90 minuti permettano di chiudere le partite con anticipo rispetto ai finali di gara, l’Atalanta di Gasperini ha chiuso la porta. Nessuno, in Europa, è riuscito nell’impresa di non andare mai sotto nelle prime 8 gare di campionato. La squadra di Gasperini, addirittura, è sempre passata in vantaggio e questo è un altro grande merito: i pareggi contro Milan e Cremonese sono stati per 1-1, con i nerazzurri prima avanti e poi rimontati. 
E un altro dato che rende tutto ancora più incredibile pensando che il mister è Gasperini, uno che ha costruito la sua storia calcistica a Bergamo attaccando sempre in avanti con la ricerca continua della profondità nella maggior parte delle 299 partite giocate, riguarda i gol subiti. Con appena 3 reti incassate in 8 partite, la squadra bergamasca è terza in Europa (considerando solo i 5 maggiori campionati continentali) per capacità di tenere chiusa la propria porta: meglio hanno fatto solo Barcellona (1 gol) e Villarreal (2) che però hanno anche giocato una gara in meno. 
Chiaramente avere negli occhi lo spettacolo che tante volte in passato abbiamo magnificato rende necessario un cambio di prospettiva, però i 20 punti in 8 giornate sono qualcosa di sensazionale visto che sono figli di un rendimento difensivo da applausi. Diciamo di più: questa capacità di proteggere Musso e Sportiello è ancora più da sottolineare visto che è stata finora costruita con assenze molto pesanti. Contro la Fiorentina c’erano Musso, Djimsiti e Palomino (il miglior difensore dell’anno scorso) ai box e Demiral in panchina. A Udine mancherà Toloi, i protagonisti oggi sono Okoli (2001) e Scalvini (2003) per una squadra dalle mille risorse che ha saputo reinventarsi nei primi 2 mesi di questa stagione con risultati che sono da applausi e sotto gli occhi di tutti. 

Il difensore centrale turco Demiral (Ph: A. Mariani)

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