La Dea in campo a Firenze con calma e pazienza

Fabio Gennari |

Parola d’ordine? Tapparsi le orecchie. Gian Piero Gasperini, in panchina a Firenze, dovrà armarsi di grande pazienza e provare a direzionare tutte le sue attenzioni verso il terreno di gioco, ignorando uno stadio che non lo ama e con cui in passato ci sono state tante frizioni. Il tecnico della Dea è un tipo tumultuoso, in panchina vive la partita con grande trasporto ma in quello stadio, per lui e non solo, ci sono stati spesso episodi disdicevoli con protagonisti anche personaggi seduti in tribuna. 
Durante l’esperienza nerazzurra del mister di Grugliasco, la prima scaramuccia con il pubblico toscano è avvenuta in occasione di Fiorentina – Atalanta 2-0 del 30 settembre 2018. La rete di Biraghi su punizione che chiuse i conti in pieno recupero arrivò dopo il vantaggio di Veretout, la trasformazione del rigore concesso per il contatto Chiesa-Toloi fece discutere molto per la caduta eccessivamente accentuata dell’attaccante attualmente alla Juventus e Gasperini in sala stampa non le mandò certo a dire al ragazzo. In praticamente tutte le successive occasioni di incrocio, il Franchi è stato durissimo con l’allenatore atalantino e spesso si sono sentiti insulti anche molto pesanti alla madre del mister cui è stato dato più volte della meretrice. «Io non ho mai insultato nessuno – dichiarò il Gasp al termine della gara di Coppa Italia persa a gennaio 2020 – sono sempre venuto da avversario ma figlio di puttana è un insulto pesante, mia madre ha fatto la guerra per dare libertà di parola a quei deficienti che cantano “figlio di puttana”».
Ciò che più lascia di stucco è che troppo spesso, anzi quasi sempre, i solerti delegati di Lega che a bordo campo captano normalmente tutto quello che accade si dimenticano di segnalare sui referti di fine gara quello che accade e il pubblico di Firenze la passa liscia. Detto che succede quasi sempre e ogni volta che la Dea gioca al Franchi, un paio di stagioni fa in occasione del gol annullato (incredibilmente) a Malinovskyi per un fuorigioco assolutamente ininfluente di Hateboer, Gasperini protestò in modo veemente con Doveri che lo cacciò dal campo accendendo la miccia e “regalando” al Gasp una settantina di metri di passerella durante i quali il pubblico toscano lo salutò alla solita maniera. 
Lo stadio non è il teatro, l’ambiente è caldo ma c’è un limite a tutto: la speranza è che si parli sempre e solo di calcio ma ci sono luoghi e situazioni che, ogni volta, cacciano quella speranza laggiù in fondo, dietro rispetto ed educazione. Riusciremo domani a parlare solo di quello che accade sul rettangolo verde?

L’esultanza di Gian Piero Gasperini verso i tifosi della curva nord del Gewiss Stadium dopo la vittoria sui viola nell’ultimo match disputato (credits: atalanta.it)

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