La doppia cifra di nazionali

Fabrizio Carcano |

Lo spogliatoio del centro sportivo di Zingonia è tornato a svuotarsi per via degli impegni delle nazionali. Una novità degli ultimi anni, per l’Atalanta, una novità recente. Fino al 2017 erano pochissimi i giocatori nerazzurri convocati dalle rispettive nazionali maggiori: capitava con i tanti under 21, spesso prodotti del settore giovanile o in prestito dalle cosiddette grandi, ma si trattava di numeri che si potevano contare con le dita della singola mano.

Da qualche anno la Dea vanta nella sua rosa una quindicina di giocatori impegnati regolarmente con le proprie nazionali. Negli ultimi anni Gasperini ha dovuto lavorare nelle soste con tre o quattro giocatori, oltre al secondo e terzo portiere. Stavolta va meglio per alcuni fattori. In primis non giocano le nazionali sudamericane, per cui cinque giocatori erano già sicuri di restare a Bergamo ovvero gli argentini Musso e Palomino e I colombiano Muriel e Zapata, oltre a Ederson che non finora non ha mai fatto parte della nazionale brasiliana.

Poi Boga non è stato convocato dalla Costa d’Avorio, mentre Djimsiti e Koopmeiners hanno dovuto dare forfait ai loro ct a causa dei rispettivi infortuni. Stesso discorso per Hateboer, fuori fino a luglio, anche per lui la nazionale olandese è rimandata al prossimo autunno.

Lo stesso Zappacosta non è stato richiamato in azzurro, non avendo giocato con continuità per via degli infortuni negli ultimi mesi, ma Mancini lo segue sempre e potrebbe chiamarlo il prossimo giro.

Così alla fine sono dieci i giocatori atalantini chiamati dalle rispettive nazionali maggiori e giovanili.

Oltre agli azzurri Scalvini e Toloi (c’è anche il portiere Carnesecchi, in prestito alla Cremonese, ma di proprietà atalantina), e agli azzurrini Okoli e Ruggeri con l’under 21, sono stati chiamati dalle proprie rappresentative De Roon (Olanda), Demiral (Turchia), Lookman (Nigeria), Pasalic (Croazia) e Hojlund e Maehle (Danimarca).

Convocazioni normali, abituali, per De Roon, Demiral, Maehle e Pasalic, tutti presenze fisse con le loro rappresentative, e volendo per lo stesso Giorgio Scalvini, nonostante i suoi 19 anni compiuti a dicembre, da giugno entrato stabilmente nel giro della nazionale maggiore.

Le due vere novità sono rappresentate dalla seconda convocazione con la Danimarca di Rasmus Hojlund, destinato come il coetaneo Scalvini a diventare una presenza fissa nella sua nazionale, e il ritorno in azzurro di Rafael Toloi dopo un anno mezzo dall’ultima apparizione con l’Italia, il 26 settembre 2021 nella vittoria in Ungheria in Nation League. Due profili diversi, due prospettive diverse.

Il 20enne bomber di Copenaghen comincia ora a scrivere la sua storia con la Danimarca, puntando a diventarne uno dei simboli da qui al prossimo decennio, colmando la lacuna offensiva che ha impedito ai danesi, in questi anni regolarmente presenti ai Mondiali, di fare il salto di qualità per entrare tra le 

prime otto o sedici nazionali al mondo. Per il quasi 33enne difensore matogrossiano invece l’azzurro ritrovato apre la strada ad un ultimo sogno realizzabile in carriera: andare ai prossimi campionati Europei del 2024, alla soglia dei 34 anni, a difendere il titolo continentale conquistato nel 2021.

Giorgio Scalvini ripreso durante uno dei precedenti raduni della Nazionale di Roberto Mancini (credits: figc.it/mediagallery)

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