La Juve patteggia e se la cava con una multa

Fabio Gennari |

La Juventus è stata punita con 10 punti di penalizzazione e 718mila euro di multa in due distinti processi sportivi per la questione dei bilanci falsi, della manovra stipendi e per le partnership sospette che negli ultimi anni ha portato avanti. Si tratta di una decisione che, per i modi e i tempi, ha colpito tutti molto negativamente e che, al netto di tutte le spiegazioni tecniche che avvocati e procuratori potranno fornire, lascia addosso un senso di “tarallucci e vino”. Un brutto senso di accordo bonario raggiunto dove serviva, invece, il pugno di ferro.
La Juventus ha patteggiato per il secondo filone di accuse, ottenendo di chiudere la questione sportiva entro la fine di maggio (nemmeno di giugno, di maggio) con l’esclusione dalla Champions League (e un danno, secondo quella che un tempo era nota come “Vecchia Signora”, da 80 milioni di mancati introiti) e una multa davvero ridicola per un colosso come quello bianconero che fa aumenti di capitale a botte di centinaia di milioni. Si sono chiusi due processi sportivi in tutta fretta quando ancora non si sa quando e dove si concluderà il primo grado di giudizio della giustizia penale ordinaria per il falso in bilancio.
Al centro dei valori sportivi dovrebbe esserci quello che è giusto per la competizione, non quello che si può decidere in fretta. Gli accordi sottobanco, nemmeno fossimo al mercato della frutta, sono una roba che manda tutti in confusione, che amplifica la sensazione che il pesce grosso ne esce sempre con pochi danni. Per avere piena contezza di quello che è stato deciso e del perché è stato deciso, servirà tempo ma, oggi, resta negli occhi di tutti una decisione che sembra troppo leggera per chi ha consegnato nelle mani dei controllori bilanci che lasciano un sacco di dubbi. E, soprattutto, si è creato un precedente pericoloso pensando al futuro e alla buona condotta delle società.
Bisogna essere garantisti fino alla fine e dire che la Juventus non è colpevole di nulla fino a sentenza passata in giudicato. Questo vale sul piano penale. Su quello sportivo, la Juventus ha preso punti di penalizzazione contro cui non ricorrerà, ancora perché si è arrivato ad un accordo di patteggiamento. Ovvero ad un’ammissione di colpa da parte dei bianconeri. E questa ammissione di colpa, legata a contestazioni fatte sul bilancio (di una società quotata in borsa), non produce altro che l’esclusione della Juventus dai vertici del campionato. Aspettando la UEFA, una domanda: che senso ha mantenere le regole della buona gestione e diventar matti per far quadrare i conti quando la competizione è con chi non ha i bilanci a posto, paga le tasse spalmandole nel tempo e poi patteggia lavandosi via i peccati con un pugno di denari? Povero calcio, poveri noi che ancora ci crediamo.

Il gruppo dei dirigenti bianconeri nel gennaio scorso all’Allianz Stadium (Ph: Alberto Mariani)

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