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Eventi 7 Febbraio 2026di Federica Sorrentino

La magia delle prime Olimpiadi invernali diffuse

Nessuno escluso. Ovunque si trovassero, i partecipanti ai Giochi Olimpici di Milano Cortina, che nel complesso daranno vita a 116 gare, hanno potuto vivere da protagonisti la cerimonia inaugurale del grande appuntamento a cinque cerchi. Che si è svolta, con la regia del direttore creativo Marco Balich, allo stadio San Siro di Milano, davanti a ottantamila spettatori, ma ramificata nelle altre località che ospitano le varie discipline. Un programma aperto dallo spettacolo di danza nel mito di Amore e Psiche, in un allestimento che esalta il neoclassicismo del Canova. Una rappresentazione con 70 ballerini della Scala per celebrare l’armonia e la bellezza dell’Italia. A seguire, Matilde De Angelis nelle vesti di direttrice d’orchestra, accompagna le melodie di Verdi, Puccini, Rossini, in un tripudio di figure colorate. Un caleidoscopio in cui trova spazio l’omaggio a Raffaella Carrà. La voce di Mariah Carey vibra sui versi della celebre “Nel blu dipinto di blu”. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, viene fatto arrivare a San Siro con uno storico tram recante il numero 26 e guidato da Valentino Rossi. L’arrivo del Capo dello Stato nello stadio insieme a Kirsty Coventry, presidente del Comitato Internazionale Olimpico, prelude all’ingresso della bandiera dell’Italia preceduta da decine di modelle che sfilano con i tre colori. Tocca a Laura Pausini cantare l’Inno degli Italiani durante la cerimonia dell’alzabandiera che accomuna Milano e Cortina. A Pierfrancesco Favino il compito di recitare “L’infinito” di Giacomo Leopardi. Poi il crescendo musicale del violinista Giovanni Andrea Zanon che lega città e montagna fino a fonderle nel segno dei cerchi olimpici che si innalzano nel cielo di San Siro. 

Un filmato ripassa le località sede delle gare e precede l’inizio della sfilata degli atleti in rappresentanza dei 92 Paesi partecipanti, la prima parata diffusa (che coinvolge Cortina, Pedrazzo e Livigno) aperta dalla Grecia e chiusa dall’Italia, sulle note del Barbiere di Siviglia, con Arianna Fontana e Federico Pellegrino portabandiera a Milano e Federica Brignone a Cortina d’Ampezzo con il tricolore sulle spalle di Amos Mosaner. Il racconto in stile musical di un secolo di storia dei Giochi Olimpici invernali e un siparietto dell’attrice e imitatrice Brenda Lodigiani per un “welcome in Italy” a braccia aperte, introducono i discorsi ufficiali, aperti dal presidente del comitato organizzatore di Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, e dalla presidente del CIO Kirsty Coventry.

Siamo pronti a vivere l’atmosfera olimpica nel segno dell’eccellenza, dell’amicizia e del rispetto – ha detto Malagò, sottolineando che quella di Milano Cortina “è un’edizione pionieristica distribuita su un vasto territorio, rispettosa dell’ambiente e la più equilibrata di sempre in termini di genere”. E rivolgendosi agli atleti: “La vostra presenza dimostra che un altro mondo è possibile, all’insegna dell’armonia. Siete uniti dallo sport, un linguaggio universale”. 

Da Kirsty Coventry il saluto di benvenuto ai 2.958 atleti. “Ci mostrerete che la forza è soprattuto coraggio, empatia e cuore. Raggiungerete il vostro sogno olimpico e ci ricorderete come superare le difficoltà. Competere durante ma rispettandosi. Il meglio dell’umanità risiede nel coraggio, nella compassione e nella gentilezza. La magia dei giochi olimpici ispira a dare sempre il meglio di noi stessi” – ha detto, rivolgendo un particolare ringraziamento alle migliaia di volontari e ai diecimila tedofori che hanno consentito il viaggio della Fiamma Olimpica. “Io sono perché noi siamo”, il messaggio che la presidente del CIO ha lanciato alla comunità internazionale.

Il momento solenne quando il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato aperti i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, in un tripudio di applausi.

Sulle note di “Nessun dorma”, celebre romanza della Turandot di Rossini, interpretata da Andrea Bocelli, gli ex calciatori Beppe Bergomi e Franco Baresi hanno consegnato la fiaccola che poi è stata fatta uscire dallo stadio di San Siro per accendere due bracieri, uno a Milano e l’altro a Cortina, una novità assoluta per il movimento olimpico.

Un inno alla pace con i versi di Gianni Rodari, affidato alla performance di ballerini under 20 che disegnano una colomba sul palco di San Siro. Un messaggio ripreso dall’attrice Charlize Theron che sottolinea come la pace non sia solo assenza di guerra, ma la creazione di un ambiente dove tutto può fiorire senza differenze sociali. 

Otto testimoni speciali per l’ingresso del drappo olimpico: Tadatoshi Akiba, sindaco di Hiroshima dal 1999 al 2011; Rebeca Andrade, l’atleta Olimpica più premiata nella storia del Brasile; la nigeriana  Maryam Bukar Hassan, artista e poetessa di fama internazionale, nominata UN Global Peace Advocate nel luglio 2025; Nicolò Govoni, scrittore e attivista per i diritti umani, candidato al Premio Nobel per la Pace nel 2020 per il suo impegno nella protezione dei minori rifugiati; Filippo Grandi, già Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 2016 al 2025; il keniota Eliud Kipchoge, uno dei più grandi maratoneti di sempre; Cindy Ngamba, prima atleta del Refugee Olympic Team a conquistare una medaglia Olimpica (bronzo): Pita Taufatofua, primo atleta di Tonga ad aver rappresentato il proprio Paese sia ai Giochi Olimpici Estivi (taekwondo a Rio 2016 e Tokyo 2020) sia ai Giochi Olimpici Invernali (sci di fondo a PyeongChang 2018). La bandiera olimpica viene issata sia a San Siro che a Cortina, dove ci sono Franco Nones, primo oro olimpico italiano nello sci nordico, e Martina Valcebina, campionessa di short track. Alzabandiera all’unisono con l’inno del Comitato Olimpico Internazionale interpretata da Cecilia Bartoli e dal pianista Lang Lang. E dopo il giuramento olimpico, a simboleggiare la luce che accende i bracieri come la bellezza del sole, l’omaggio a Margherita Hack con la presenza dell’astronauta Samantha Cristoforetti. A Milano la Fiamma Olimpica passa da Manuela di Centa, pluricampionessa di sci di fondo, a Enrico Fabris (due ori e un bronzo a Torino 2006, fino ad Alberto Tomba (due medaglie d’oro ai Giochi di Calgary, un oro e due argenti a Albertville 1992 e Lillehammer 1994) e Deborah Compagnoni, prima atleta ad aver vinto una medaglia d’oro in tre differenti edizioni dei Giochi olimpici invernali, per l’accensione del braciere all’Arco della Pace. A Cortina, Gustavo Thoeni passa la fiaccola a Sofia Goggia che in simultanea accende il secondo braciere. Meraviglie di un’Italia che vuole continuare a meravigliare.

Lo spettacolo dei cinque cerchi nel cielo dello stadio di San Siro (credits: X Milano Cortina 2026 – @olympics)