La notte di San Siro due anni dopo

Federica Sorrentino |

C’eravamo tutti, ma proprio tutti nel grande catino di San Siro. Non c’erano le due milanesi, ma la sola Atalanta a rappresentare la Lombardia calcistica in Champions League. Quarantacinquemila pressappoco. Bergamo riversatasi a Milano per una serata. Nessuno immaginava quanto sarebbe accaduto dopo.
Quella sera si giocava la partita di andata degli ottavi di finale di Champions League con il Valencia. Una notte indimenticabile, non solo per il risultato finale di 4-1 per la Dea, ma anche e soprattutto per l’atmosfera magica che ha avvolto quello stadio, la Scala del calcio.
Bandierine e sciarpe dedicate al match, l’urlo “The Champions” a fine inno prima dell’inizio della partita, cori e abbracci per la gioia di poter dire di essere stati presenti a un evento di così straordinaria importanza.
Bergamo però, subito dopo, ha dovuto vivere insieme al Paese e al mondo intero, la tragedia della pandemia, che ha costretto tutto e tutti allo stop.
Adesso, dopo due anni, si sta cercando di tornare, passo dopo passo, a una sorta di nuova normalità. Questo anche negli stadi.
L’Atalanta, anche durante le partite senza pubblico, nel silenzio più assoluto, ha comunque ricevuto il sostegno dei suoi tifosi tramite i social.
Il desiderio comune, in questo momento, è quello di poter rivivere, in un futuro si spera più vicino possibile, quelle stesse emozioni provate fino alla notte del 19 febbraio 2020, con la pandemia alle spalle e con il sorriso sui volti.

Un’immagine dello stadio di San Siro prima del calcio d’inizio di Atalanta-Valencia il 19 febbraio 2020

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