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Calcio 25 Febbraio 2026di Federica Sorrentino

La notte magica dell’Atalanta nelle parole di Palladino

L’Atalanta scrive una pagina indelebile della propria storia europea battendo 4-1 il Borussia Dortmund e conquistando la qualificazione agli ottavi di Champions League con una rimonta che, come sottolineato nel post partita, sa di grande impresa. A fine gara l’emozione di Raffaele Palladino è tutta nelle sue parole: “È una serata che resterà nella storia del calcio italiano, e soprattutto indelebile nel cuore di tutti i tifosi”. L’allenatore non si limita a celebrare il risultato, ma allarga lo sguardo a chi ha reso possibile la serata perfetta: “Voglio ringraziare intanto tutti i miei calciatori, uno a uno. Voglio ringraziare il mio staff, perché dietro queste vittorie c’è un grande lavoro, perché abbiamo preparato in maniera perfetta questa partita. Ringrazio la società e un grazie ai 23mila. Oggi lo stadio era fantastico, una bolgia”. È il riconoscimento di un lavoro collettivo, costruito nei dettagli e sostenuto dalla città di Bergamo che “merita questa soddisfazione”. La chiave della rimonta è stata nella convinzione e nel coraggio: “Non era facile, perché comunque era difficile rimontare un doppio gol. Hanno avuto grande coraggio, spirito e ci credevano”. Palladino ha spiegato come la partita sia stata preparata studiando gli errori dell’andata e lavorando sui punti deboli degli avversari: attacchi alla profondità, cambi di gioco, attenzione ai duelli difensivi e alle loro ripartenze. “Era una partita di duelli difensivi – ha affermato –. Penso che abbiamo fatto una partita perfetta sotto tutti i punti di vista”. Tra i simboli della serata c’è Mario Pasalic, indicato come esempio di professionalità: “Una cosa bella che ha fatto Mario è sapere aspettare. Ha saputo aspettare da grande uomo, da grande calciatore”. Un’attesa vissuta con dedizione quotidiana, sempre il primo a incitare e ad allenarsi forte anche quando non veniva chiamato in causa, così come altri compagni che hanno saputo attendere il proprio momento. “Questa è una squadra di grandi valori umani e questo ci porta a grandi risultati”, ha ribadito Palladino, confessando “per me questa è stata probabilmente la partita più bella della mia carriera da allenatore”.

La vittoria diventa anche un messaggio per il calcio italiano: “Dobbiamo proteggerlo, tutelarlo, difenderlo perché sembra che non vediamo l’ora che il calcio italiano vada male per criticarlo”. Il tecnico ha invitato a riconoscere il valore delle società che lavorano con idee chiare, prendendo come esempio un modello che punta sulla qualità del lavoro quotidiano. “Probabilmente nessuno credeva in noi oggi e abbiamo dimostrato che invece siamo una squadra forte – ha affermato con orgoglio –, con grande rispetto per gli avversari”. Per il mister non esiste distinzione tra vecchia e nuova guardia, ma si tratta di “un mix di giocatori perfetti” scelti con accuratezza dalla società e capaci di credere l’uno nell’altro, dentro e fuori dal campo. Da qui nascono “imprese storiche” come quella contro una squadra definita “molto forte”, affrontata uomo contro uomo, vincendo i duelli e giocando bene tecnicamente.

A rendere ancora più straordinaria la notte di Champions c’è anche la statistica che vede soltanto cinque squadre, prima dell’Atalanta, capaci di ribaltare uno 0-2 nell’era moderna della Champions: “Avevo detto alla squadra che era un’impresa davvero difficile, però i sogni sono fatti per viverli e si è realizzato un sogno per noi stasera”. Decisivo anche il rigore di Samardzic, vissuto con il cuore in gola: “Ero convinto che Samardzic, terzo rigorista oggi, potesse segnare perché ha grande qualità nel calciarlo”. Non è mancata una riflessione sul Var e sulla possibilità che possa diventare a chiamata: “In Italia si fa troppo uso del Var. Il Var mi piacerebbe che si chiamasse meno e che venisse utilizzato più per le cose oggettive”. Ma l’entusiasmo deve lasciare presto spazio alla concentrazione, perché “tra quattro giorni si rigioca” e bisogna “azzerare e tornare con i piedi per terra”. La sfida di campionato in casa del Sassuolo impone il cambio di mentalità immediato, il “click” che l’allenatore chiede ai suoi giocatori per non disperdere energie. Infine, spazio alla preparazione individuale e alla scelta degli uomini, come nel caso di Hien, elogiato per aver limitato Guirassy, e al lavoro di squadra che parte dagli attaccanti: “Oggi Gianluca Scamacca pressava il portiere in maniera perfetta. Abbiamo attaccato tanto la profondità e fatto tanti cambi di gioco. Siamo entrati bene e i ragazzi sono stati perfetti”. In una sola notte, l’Atalanta ha trasformato un sogno difficile in una realtà storica, consegnando a Bergamo una delle sue serate più luminose.

Raffaele Palladino risponde ai cori entusiasti dei tifosi atalantini al termine della vittoria sul Borussia Dortmund (Ph: A. Mariani)