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Tecnica 10 Febbraio 2026di Marco Enzo Venturini

La rinascita di Andrea Fiorentini, Oscar del tennis bergamasco

L’Oscar del tennis e del padel al numero uno della racchetta bergamasca è andato al 25enne Andrea Fiorentini. Un’importante gratificazione e ricompensa per un ragazzo che, nonostante la giovane età, ha vissuto un autentico calvario nel corso dell’ultimo decennio. Ne ha parlato lui stesso all’Auditorium di Piazza della Libertà a margine dell’assegnazione del prezioso riconoscimento avvenuta sabato 7 febbraio 2026.

Attualmente tennista numero 878 al mondo in base al ranking ATP, Fiorentini si è visto costretto a fare i conti sin da giovanissimo con sfide che la vita presenta ai «grandi»: dolore, resistenza, determinazione e soprattutto pazienza. Nato nel 2001, ha già dovuto affrontare cinque operazioni chirurgiche: una al piede e soprattutto quattro alle ginocchia, per un problema congenito alla cartilagine che lo affligge da quando ha appena 15 anni. Tirando le somme, questi inconvenienti gli sono costati più o meno 4 anni complessivi di stop. Costringendolo, in particolare tra i 15 anni e i 20, a giocare molto poco. Inconveniente serio, trattandosi di un’età cruciale per la crescita di un tennista professionista.

Andrea Fiorentini ha quindi iniziato a confrontarsi ad alti livelli con il grande tennis piuttosto tardi, rispetto all’età media di colleghi e rivali. Ma queste numerose traversie non gli hanno impedito di riprendersi bene, e i tanti passi avanti accumulati ogni anno lo dimostrano. Inclusa, dopo un lungo peregrinare tra tanti campi in Europa, la trasferta finora più esotica della sua carriera: quella a Santo Domingo, dove a cavallo tra novembre e dicembre 2024 ha raggiunto la semifinale in singolo, contro il dominicano Roberto Cid Subervi, e la finale in doppio giocata insieme al coach Massimo Ocera contro Billy Suarez e Ioannis Xilas. Due exploit che da soli gli hanno garantito un balzo da inizio anno di 1000 posizioni nel ranking ATP.

«Diventare il numero 1 del tennis maschile a Bergamo è una sensazione molto soddisfacente, vista la mia lunga storia di infortuni – ha confessato Fiorentini a Zonamista Magazine -. La grande soddisfazione deriva non tanto dal risultato in sé, ma ripensando al punto partendo dal quale sono arrivato fin qui. È stata una scalata lenta ma continua, la speranza ora è che continui così anche nei prossimi anni. Un obiettivo c’è, ed è quello di provare a vincere a livello internazionale dei tornei da 15 mila o 25 mila dollari di montepremi. Punto anche a buttarmi nei primi Challenger, visto che non ho ancora mai giocato un torneo di questo tipo. Voglio iniziare a sperimentare anche livelli più alti rispetto a quelli che ho frequentato finora».

Inevitabile raccontare qualche ulteriore retroscena su Santo Domingo. «Esperienze del genere sono bellissime – ha raccontato Andrea -, anche perché per chi la conosce da dentro la vita del tennista è abbastanza monotona. Se si gioca in Europa i tornei sono più o meno sempre gli stessi. Quindi cambiare luoghi, cambiare gente intorno a sé e anche cambiare avversari fa molto bene alla mente. Sono esperienze di vita che poi ti ricordi per sempre». E insieme a lui, anche come partner in doppio, c’era come detto il coach Massimo Ocera: «Per lui, e per tutti i componenti del mio staff, posso spendere solo parole di lode. Io ho iniziato a Cremona con il team di Massimo circa due anni e mezzo fa. Mi hanno preso che avevo un punto ATP e attualmente ne ho 26. Quindi i risultati in questo caso stanno parlando da soli».

E tra essi non manca il riconoscimento dell’Oscar del tennis ritirato a Bergamo. Un ulteriore punto di arrivo che per Andrea Fiorentini può diventare un reale trampolino per obiettivi sempre più ambiziosi: dalla consacrazione a livello internazionale in fondo a un torneo ITF all’accumulare esperienza in ambito Challenger. In Italia, poi, l’attenzione è tutta concentrata sugli obiettivi di squadra: tornare in A2 con il suo Circolo Tennis di Treviglio. Il cammino – insomma – è appena cominciato.

Andrea Fiorentini, numero 878 del ranking ATP (credits: Pernice Editori)