Calcio

La ripresa del calcio in Ucraina

24 Agosto 2022

Federica Sorrentino

Ai più potrà sembrare strano ancorché poco opportuno che, in un clima di perdurante conflitto e con la minaccia di attacchi sulle città, in Ucraina sia stato fatto cominciare il campionato di calcio a sedici squadre. Uno sport così popolare, che spesso divide le tifoserie, è in grado di ricompattare gli appassionati sotto un’unica bandiera. Riparare nei Paesi confinanti, Polonia in primis, non avrebbe aiutato a rimuovere il clima di apprensione che la popolazione vive ogni giorno.

Il ministro della Gioventù e dello Sport dell’Ucraina, Vadym Gutzait, ha spiegato che le partite si svolgeranno sul territorio nazionale, senza spettatori, con il permesso delle amministrazioni militari locali e con l’obbligatoria osservanza di presenza di rappresentanti delle amministrazioni militari locali, squadre mediche e servizi di emergenza. Insomma, com’è logico che sia, la sicurezza viene prima di tutto. Tutte le partite saranno concentrate in quattro regioni: Kiev, Leopoli, Transcarpazia e Ternopil, tutte situate nell’area ovest del Paese. E’ stato spiegato, e non poteva essere diversamente, che in caso di allarme aereo, le partite saranno sospese, con obbligo per tutti, calciatori, allenatori e tutto lo staff, di recarsi rapidamente al rifugio più vicino. È accaduto a Lviv, dove la partita tra Rukr e Metalist Kharkiv e’ durata 4 ore e mezza, causa ripetuti allarmi possibili bombardamenti.

Non è il meglio, non è il massimo, non è il ritorno alla normalità, ma un segnale per dire di essere presenti con lo sport dove c’è dolore e distruzione.

Una fase del match tra Shakthar Donetsk e Metalist Kharkiv disputato allo stadio di Kiev (credits: Shakthar.com)