Milano, 14°
Screenshot
Calcio 1 Aprile 2026di Federica Sorrentino

La scuola Atalanta nel futuro prossimo della Nazionale

Nel flop dell’Italia emergono tre certezze: Kean, Tonali e Palestra. Oltre, naturalmente, a Gigi Donnarumma. È stata una mossa intelligente mandare Marco Palestra a giocare in continuità a Cagliari. Il giovane esterno destro, arrivato a Zingonia all’età di dieci anni, in in prestito alla squadra sarda non ha fatto altro che confermare le sue qualità. Per un patrimonio vincente, ulteriormente valorizzato e in attesa di tornare da protagonista, l’Atalanta ha continuato ad esprimere gioco assai efficace sulle fasce, con la bella scoperta di Bernasconi e con Zappacosta che dall’alto della sua maturità avrebbe non solo meritato la convocazione, ma potuto dare un contributo valido alla causa azzurra. In prospettiva Nazionale, Bernasconi, anche lui in costante crescita, non dovrà attendere molto prima di entrare nel giro. Quanto a Bellanova, deve trovare la necessaria continuità per tornare a esprimersi ai livelli migliori e sfruttare le sue doti. In un futuro prossimo si possono immaginare insieme Scalvini e Palestra, non solo nella formazione dell’Atalanta, ma anche in quella della Nazionale. Una cosa è certa: nella ricostruzione del gruppo della Nazionale sarà sempre più importante, anzi indispensabile, prendere in considerazione i giocatori in organico all’Atalanta: Scamacca è rimasto ai box nonostante la grande forza di volontà per rientrare, a Raspadori è stata riservata una comparsa a Bergamo a giochi fatti. Carnesecchi è il secondo di Donnarumma. Intanto, Marco Palestra, dinamico con gamba e persionalità, ha mostrato di poter reggere il peso della maglia azzurra senza timori. Il suo inserimento lascia intravedere margini di crescita importanti, soprattutto se inserito in un sistema che valorizzi le sue caratteristiche. A Bergamo non si costruiscono semplicemente calciatori, si formano uomini. È questa la vera forza di un settore giovanile che negli anni ha saputo distinguersi non soltanto per la qualità tecnica dei suoi talenti, ma per la loro maturità, disciplina e capacità di adattamento. Palestra incarna perfettamente questo modello. Il percorso nel vivaio nerazzurro è una vera e propria scuola di vita. I giovani vengono educati al sacrificio, alla responsabilità e alla gestione della pressione fin da subito. Non è un caso se tanti prospetti cresciuti a Zingonia arrivano in prima squadra già pronti, non solo atleticamente ma soprattutto mentalmente. Si tratta di un sistema che premia il collettivo prima dell’individualità. In un momento come questo, in cui la Nazionale è alla ricerca della propria identità, guardare al modello Atalanta e ai suoi giocatori non è più un’opzione, ma diventa una necessità.

Marco Palestra, in campo dall’inizio del secondo tempo con la maglia della Nazionale a Zenica (credits: FIGC/mediagallery)