Lega del Ciclismo Professionistico sempre più coinvolta nelle iniziative volte a garantire la sicurezza stradale di chi va in bicicletta. Risale al luglio scorso il disegno di legge a firma del deputato Roberto Pella (anche presidente della Lega del Ciclismo Professionistico), frutto di un lavoro coordinato che ha messo insieme la visione delle forze politiche in campo, delle istituzioni e dei grandi protagonisti del ciclismo italiano. Da allora è iniziato un percorso condiviso con il supporto e la disponibilità di figure chiave per esperienza e competenza, tra cui il prefetto Roberto Sgalla, già direttore centrale della Polizia Stradale e presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, altri prefetti e rappresentanti delle forze dell’ordine in servizio, sindaci e presidenti di provincia, autorità sportive.
Secondo i dati ufficiali, dal 2014 al 2023, sono oltre 16.000 gli incidenti che hanno coinvolto ciclisti e quasi 200 i morti. Un documento di riferimento è l’Atlante degli incidenti ciclistici, pubblicato dal Politecnico di Milano, che prende in esame le dinamiche degli incidenti, la gravità, la mortalità, la distribuzione geografica e la relazione tra incidentalità e diffusione dell’uso della bici nelle province e nelle regioni italiane. Uno strumento che ricomprende, non solo in ambito sportivo-agonistico, i contorni di un fenomeno da contrastare e prevenire attraverso un intervento in grado di riconoscere la vulnerabilità degli utenti deboli e rafforzarne la tutela.
La proposta di legge prevede, tra l’altro, che ogni bicicletta prodotta dovrà riportare un codice identificativo, con luce posteriore rossa sempre visibile, in ogni condizione di giorno o di notte, uso del casco e possibilità per i ciclisti, fuori dai centri abitati e sempre che la strada sia sufficientemente larga (almeno 1,5 metri di distanza laterale per il sorpasso), di procedere affiancati fino a due e in gruppi di massimo dieci persone. Ai fini della sicurezza, sarà valutata l’opportunità di prevedere, anche per mezzi pesanti e furgoni, l’obbligo di dotarsi di strumenti di rilevazione laterale, posteriore e per gli angoli ciechi, così come proposto dalle associazioni a tutela dei ciclisti.
Ciclisti in gruppo durante una competizione su strada (credits: LCP)





