Tecnica

La tappa ciclistica più lunga

7 Marzo 2022

Federica Sorrentino

Lorenzo Carrara, dirigente ciclistico e direttore sportivo di Villongo, mai avrebbe pensato nel 2022 di spingersi oltre ogni confine per portare in salvo 12 giovanissimi ciclisti ucraini, di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Lo ha fatto partendo dalla Valle Cavallina, con un pulmino del Gruppo sportivo ciclistico Villongo, con il presidente Gianfranco Camotti e all’ex direttore sportivo Oliviero Calissi, e mettendosi alla guida di un altro pulmino messo a disposizione del Consorzio Cascina Clarabella Onlus di Cortefranca, nel Bresciano, insieme all’ex presidente della Biketretream, Alessandro Zoppi. Hanno risposto all’appello disperato del 44enne Ruslan Pidgornyj, ex ciclista professionista ucraino, che a Villongo ha vissuto e ha visto nascere una figlia.

Duemila chilometri fino al confine tra Ucraina e Polonia, dove hanno recuperato la dozzina di ciclisti e due mamme per trasferirli nelle province di Bergamo e Brescia, dove i team locali non mancheranno di mettere in atto la necessaria solidarietà e accoglienza. Quattro allievi – come ha dichiarato Lorenzo Carrara – saranno supportati dal Gsc Villongo che mette a disposizione biciclette, abbigliamento e quanto altro sarà necessario. I giovani ciclisti ucraini hanno percorso quella che resterà per sempre la tappa più lunga della loro vita, avendo lasciato alle proprie spalle l’orrore della guerra. Tutto questo grazie a un’azione umanitaria che ha commosso e, a quanto pare, non si esaurirà. C’è una generosità inesauribile che il mondo del ciclismo esprime con naturalezza. E’ per questo che si è dovuto piangere la morte del tecnico della nazionale ucraina Alexander Kulyk, 65 anni, rimasto vittima di un attacco russo a Kievi mentre aiutava a evacuare alcune persone in difficoltà.

Ruslan Pidgornyj, campione del mondo di inseguimento su pista nel 1998, e campione nazionale ucraino su strada nel 2008 (credits: Thomas Ducroquet)