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Calcio 22 Febbraio 2026di Federica Sorrentino

La vittoria dell’Atalanta sul Napoli, una storia che nasce da lontano

Tre mesi dopo la sfida dell’andata, l’Atalanta ritrova il Napoli e si prende una vittoria pesantissima, conquistando tre punti fondamentali per la classifica. “Era la mia prima partita alla guida di questa squadra, abbiamo perso 3-1 e abbiamo fatto un percorso davvero incredibile, con tante vittorie e ottime prestazioni, anche con delle difficoltà, ma dalle difficoltà ci siamo sempre rialzati, abbiamo sempre risposto alla grande e questa è la dimostrazione di un grande gruppo, formato da giocatori forti, soprattutto mentalmente – ha sottolineato Raffaele Palladino -. Oggi hanno dimostrato questa qualità, perché venivamo da una sconfitta contro il Borussia. Siamo andati in svantaggio contro i campioni d’Italia, potevamo crollare e invece siamo stati in partita, l’abbiamo ribaltata con pazienza, con intelligenza, con maturità e i cambi oggi sono stati perfetti e questa è la dimostrazione che posso contare su tutti”. Parole che riflettono felicità e soddisfazione da parte del mister per questa vittoria.

L’Atalanta ha fatto la partita, ma è diventata più incisiva con i cambi. Questo dimostra ancora una volta i valori e l’importanza della panchina. Palladino ha spiegato come la partita fosse stata preparata nei dettagli: “Abbiamo scelto giocatori con caratteristiche precise per stancare la difesa del Napoli. Sulemana nel primo tempo non è riuscito a incidere, ma ha fatto un grande lavoro; ha messo in difficoltà gli avversari, li ha costretti a correre sempre. Era quello che gli avevo chiesto”. L’Atalanta, pur risultando “un po’ sterile davanti” nella prima frazione, ha cambiato marcia nella ripresa: “I cambi erano preventivati per alzare il livello di qualità. Dovevamo crescere negli ultimi metri e ci siamo riusciti”. Un segnale chiaro dell’importanza della panchina. Tra i protagonisti spicca la prestazione di Samardzic, elogiato dal tecnico: “Gli avevo parlato in settimana, gli avevo chiesto una mano in zona gol. È stato bravo a riempire l’area, come chiedo sempre. Rompo le scatole a tutti perché voglio che ci credano di più”. Il secondo gol, infatti, nasce proprio da questa mentalità: “È frutto del crederci, dell’attaccare la porta”. “È un ragazzo che ha sofferto tanto a stare fuori, ma è straordinario – ha aggiunto l’allenatore -. Si impegna sempre, è presente in ogni allenamento, merita questa soddisfazione”. Decisivi anche i calci piazzati. “Non mi aspettavo due gol di testa. Sui piazzati non prendevano gol da tantissimo tempo. Il primo era preparato, era proprio lì che volevamo colpire. Il secondo è nato dal riempire l’area e dall’essere cattivi sotto porta”.

Un successo che nasce anche dal lavoro quotidiano dello staff, al quale Palladino ha voluto dedicare un ringraziamento speciale: “Ho uno staff che lavora H24 per la squadra, sono bravissimi e attenti a tutto. Cerchiamo di curare ogni singola cosa e di riportarla ai ragazzi”. Sul piano tattico, l’allenatore ha sottolineato come la squadra non avesse preparato la gara puntando solo sui cross: “Volevamo portare fuori i terzi e andare in certe zone. Poi è anche merito dei giocatori. Bernasconi ha avuto personalità e può fare ancora di più. Zappacosta lo fa a fasi alterne, ma la tendenza deve essere sempre quella di crederci negli ultimi metri per alzare la qualità davanti”. Fondamentale, infine, il lavoro difensivo. “La partita è stata vinta nei duelli, soprattutto quelli difensivi. Hien ha fatto una gara straordinaria, così come Scalvini. Kolasinac è stato unico. Era stremato ma continuava ad andare uomo contro uomo. È un guerriero, trascina la squadra con i suoi atteggiamenti”. Una solidità che ha permesso all’Atalanta di limitare al massimo le occasioni avversarie: “Nel primo tempo abbiamo concesso un tiro, nel secondo un paio di ripartenze. La squadra è stata coraggiosa e forte”. Grande apprezzamento anche per Pasalic: “Mario è affidabilissimo, ovunque lo metti sta. Ha il gol nel sangue, lo sente, lo vive. Oggi è stato perfetto, sia in possesso che in non possesso”. Alla domanda sulla “ricetta” per vincere in casa, Palladino ha risposto: “Non ho una ricetta. Abbiamo uno stadio bellissimo e un’atmosfera fantastica. Il pubblico ci trascina, ci dà energia. Prima della partita esco sempre a guardare i tifosi, mi piace vivere queste sensazioni”. Lo sguardo è già rivolto al futuro: “Mercoledì giochiamo ancora in casa. Mi aspetto un clima infuocato, un inferno. Dobbiamo crederci. Io ci credo, i ragazzi ci credono e ci proveremo con tutte le nostre armi”.

A fare la differenza, però, secondo Raffaele Palladino, non è soltanto l’aspetto tecnico o tattico. È soprattutto il clima che si respira quotidianamente a Zingonia e alla New Balance Arena. “Qui ho trovato un grande senso di famiglia”, ha dichiarato. “Dai giocatori ai magazzinieri, dagli chef all’area stampa. Tutti lavorano per il bene dell’Atalanta. È questa la nostra forza”. Il tecnico ha poi rimarcato la presenza costante della dirigenza, citando esplicitamente Luca Percassi e Tony D’Amico: “Sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. E anche il presidente viene a vedere le rifiniture, è sempre presente, ci dà sempre una parola positiva”.

Raffaele Palladino ha ottenuto la prima vittoria da allenatore nei confronti di Antonio Conte (ph: A. Mariani)

Photogallery Atalanta-Napoli 2-1 (Ph: Alberto Mariani)