LaMarshall Corbett la mano in più

Simone Fornoni |

Una mano torrida in più, ossia una guardia da ventello ad allacciata di scarpe, per un giocatore multidimensionale in meno. Uguale più punti e asse rafforzato tra il reparto esterni e il perno d’area Wayne Langston, e cattura dei tabelloni lasciata alle posizioni dal post in su. Con l’arrivo di un 2 puro come LaMarshall Corbett e il conseguente accantonamento di Adam Sollazzo, un 3 a livello di A2, la Blu Basket Treviglio ha trovato il sostituto di Giddy Potts in ritardo accentuato rispetto al giro di boa. Leggi quelle undici partite da 11, 4,6 rimbalzi e 3,6 assist di media del paisà di ritorno che per la squadra hanno significato perderne 5, di cui le tre casalinghe contro Milano, Biella e Casale, ovvero due impegni da vincere e soltanto l’ultimo teoricamente ostico, senza sciogliere il nodo della questione.

Perché le cifre della (ex) new entry, ora relegata ai margini e adesso pronta a subentrare (toccando ferro) solo in caso di infortunio di una delle due caselle straniere, non ne hanno giustificato l’ingaggio sulla base degli obiettivi del club, ribaditi pur senza specificarli dal presidente Stefano Mascio in sede di presentazione dell’ex Orzinuovi e (tra le altre) Trapani, un bombarolo che va per i 34, asciutto ed essenziale quanto spettacolare quando comincia a imbucare a ripetizione. Leggi: playoff e andarci avanti il più possibile. Se coach Michele Carrea ha denunciato a botti consumati un “problema di assetto”, ecco la risposta, sempre che il big match con Pistoia di domenica non arrivi troppo in fretta per poter commisurare immediatamente “l’assunzione di responsabilità nella produzione e nella chiusura dei vantaggi” e “l’impatto tecnico ed emotivo” di cui è accreditato il terzo USA stagionale della Gruppo Mascio.

Le incognite legate a un mercato di riparazione in corsa e anzi in extremis, dato che al gong della regular season mancheranno poi solo Torino e Cantù, sono l’effettiva capacità di adattamento dell’innesto di lusso alle caratteristiche di una rotazione, comunque, dal volto cambiato non poco dall’incipit d’annata. Se ne sono andati pure un under come il mezzo lungo Agbortabi e un play-guardia d’esperienza del pari di Venuto, in un roster senza lunghi davvero lunghi, poiché Lupusor è un 2.03 che predilige il gioco da esterno aggiunto e D’Almeida, chiamato ora a dare più sostanza sotto le plance, è 2 metri come il centro titolare, e alla ricerca di equilibri anche nel backcourt. Che Rodriguez continui a portare palla con Bogliardi cambio è scontato. Da 3, a questo punto, superlavoro richiesto a capitan Reati, chiamato a compiti di cucitura senza pretendere troppi tiri in una squadra che però dovrà mantenere i ritmi alti per sopperire al gap centimetrico. E Sacchetti da ala grande dovrà comunque uscire per ferire a sua volta in un quintetto con un tris di intoccabili sopra la trentina anagrafica. L’alchimia produrrà oro o carbone?

Una immagine in crontroluce di LaMarshall Corbett (credits: Marco Rossoni/Ufficio Stampa Blu Basket)

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