L’emozione di assistere al trionfo di Liverpool

Fabio Gennari |

Unbelievable, incredibile. Quando Mario Pasalic ha segnato il gol dello 0-3, ho abbracciato Giacomino (Maier, veterano dei giornalisti sportivi, ndr) alla mia sinistra e mentre i 2.140 bergamaschi nel settore ospiti esultavano come matti, ho appoggiato la testa sulla tastiera del pc e ho chiuso gli occhi. Qualche secondo, giusto il tempo di realizzare che ero uno dei fortunati giornalisti che avrebbero messo la loro firma sui racconti da consegnare alla storia del calcio di una serata magica. Unica. Quasi impossibile da prevedere eppure vera. Concreta. Terribilmente emozionante. 
L’Atalanta ad Anfield non ha vinto una partita, ha scritto un pezzo della storia del calcio. E io c’ero. Noi bergamaschi c’eravamo. Tutti, non solo chi ha in mano il biglietto che lo certifica. Quando dopo il fischio finale una gentile signorina dello staff del Liverpool è venuta a dirci che avremmo dovuto riconsegnare i pass, abbiamo strabuzzato gli occhi: questi hanno perso 3-0 e ci chiedono pure indietro quel rettangolo di carta che custodiremo per sempre come uno dei ricordi più belli? Inutile dire che quel pass, insieme a tante altre cose (dai match program ai tovaglioli del ristorante interno), è tornato in Italia con noi e che della notte di Liverpool resteranno per sempre nel cuore e negli occhi una serie di cartoline impossibile da dimenticare. 
Ne riporto solo 3, quelle che toccano il cuore. Stipati in tribuna stampa, al momento di “You’ll Never Walk Alone” c’erano due ragazzini che davanti a noi cantavano a squarciagola e guardavano con occhi fieri. Circa 80 minuti dopo, quando Salah ha fatto gol e l’arbitro ha annullato, quegli stessi ragazzino sono stati ammutoliti da un urlo in dialetto orobico che faceva più o meno così: “l’ha fischiat!!”. Dopo il fischio finale, mentre il Bergamo del settore ospiti spaccava il silenzio del cielo sopra Anfield, eravamo tutti emozionati. Con le dita bloccate e i pezzi da finire. Incredibile come i pezzi siano arrivati a destinazione. 
E poi gli abbracci. Quelli con tutti. Gasperini in sala conferenze, gli amici e colleghi in sala stampa. Con gli occhi chiusi, le emozioni che sentivi dai singhiozzi nel silenzio. Nessuno ha detto nulla, in quel momento parlava il cuore. Quello di chi aveva appena visto un pezzo di storia. E ha la fortuna di poterne scriverne. Di poterlo raccontare. Unbelievable.  

L’entusiasmo dei 2.140 tifosi presenta allo stadio Anfield (credits: atalanta.it)

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