L’incontro con Mattarella alla vigilia della finale di Coppa Italia

Redazione |

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale i calciatori, i dirigenti e gli staff tecnici di Atalanta e Juventus, squadre finaliste della Coppa Italia Frecciarossa. Nel corso dell’incontro sono intervenuti il Presidente del CONI Giovanni Malagò, il Presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, e gli allenatori delle squadre finaliste Gian Piero Gasperini e Massimiliano Allegri. Erano presenti il Ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, il Presidente della FIGC-Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina e il Commissario tecnico della Nazionale Italiana, Luciano Spalletti.

“Non potendo venire domani sera a vedere l’incontro, sono molto lieto di incontrarvi qui – ha detto il Presidente Mattarella rivolgendosi ai presenti – Spero che questo non vi distragga dalla concentrazione per l’impegno di domani sera. Anzi spero che possa essere un diversivo che evita l’eccesso di tensione che precede i grandi appuntamenti, alla vigilia. Rivolgo un saluto al Ministro, al Presidente del Coni, al Presidente della Federazione e al Presidente della Lega. Ringrazio molto il Presidente Malagò, il Professor Casini e i due allenatori, Allegri e Gasperini, per le parole che che hanno pronunziato.

Il calcio è davvero un fenomeno sociale di grande rilievo, come è stato appena detto. Tra i tanti risvolti c’è quello di dare lavoro a tante persone nel nostro Paese.  Ma soprattutto – come poc’anzi veniva ricordato – perché è di grande popolarità, sollecita tante emozioni, passioni, sentimenti molto intensi. Lo vediamo continuamente. Stavo per dire lo vediamo ogni domenica – perché quando ero ragazzo si giocava soltanto la domenica. Adesso per tre, quattro giorni a settimana si gioca continuamente. Vediamo costantemente dunque quanto questo sentimento tra i nostri concittadini sia alto. Lo abbiamo visto poi in maniera eclatante in alcune circostanze particolari. Dalla vittoria dei Mondiali del 1882 – sto pensando che nel 1982 pressoché tutti i calciatori in inattività non erano neppure nati – o per i mondiali del 2006 o per gli Europei del 2021. Quindi nei momenti di esaltazione, ma anche nei momenti tristi. Quest’anno ricorre il settantacinquesimo anniversario della sciagura aerea di Superga, in cui persero la vita tutti i calciatori e tutto lo staff del Grande Torino. Siamo nel 1949, non meravigliatevi c’ero già! Avevo otto anni, seguivo il calcio e quindi, oltre a ricordare nome per nome, la formazione di quella grande squadra, ricordo l’emozione che ha conquistato in quel momento l’intera Italia. Non c’erano né tv, né i social, né altro, c’era soltanto la radio e giornali, ma davano conto, esprimevano, manifestavano quanto la commozione avesse conquistato, avesse preso tutti gli italiani in quei giorni.

Il calcio ha accompagnato e accompagna la vita del nostro Paese, anche per questo, naturalmente, ricopre anche una responsabilità importante. So, e apprezzo molto, che siete impegnati – i giocatori e club – sovente in tante attività di valore sociale, perché siete un riferimento, particolarmente per i nostri giovani, per i ragazzi, per i bambini. Così come le squadre attirano, i club attirano il senso di appartenenza, di coinvolgimento. E quindi apprezzo molto quello che è stato detto sull’intendimento di stimolare, sollecitare, proporre e compiere iniziative che facciano crescere il senso della tolleranza e del reciproco rispetto. Va fatto capire anche alle tifoserie, dentro le quali c’è di tutto, esprimono spesso magnifiche coreografie, ma dove ci sono anche comportamenti sconsiderati. Quindi trasmettere il senso del rispetto e della tolleranza anche nelle tribune, negli stadi è particolarmente importante.  Così come è importante incentivare criteri di comportamento e abiti mentali di rifiuto delle discriminazioni e senso di solidarietà, tutto ciò che lo sport comporta come valore.  

Dietro alle vostre prestazioni di campioni – come siete – vi è non soltanto il talento, vi anche il sacrificio della preparazione e degli allenamenti. Un complesso di attività che non sono sovente piacevoli, ma che sono indispensabili per esprimere il talento e mantenere una buona forma. Ciò consente ai tifosi, e a quelli imparziali come me necessariamente, di guardare le partite e vedere il livello sportivo che esprimete. In bocca al lupo per domani sera. Sono certo sarà un grande spettacolo di sport. Sono convinto che sarà un momento di esaltazione, anche se la tesione delle finali è sempre particolarmente intensa, ma anche per questo sarà uno spettacolo importante e sportivamente di grande valore. Vorrei concludere con alcuni auguri certamente condivisi, in maniera generale. Volevo fare gli auguri agli arbitri – che non vedo qui – non soltanto perché sono spesso il parafulmine per quanto riguarda le reazioni dei tifosi, ma anche per una certa assonanza del loro compito con il mio e quindi vi è una solidarietà nei loro confronti. Vorrei fare gli auguri all’Atalanta per la finale di Europa League e gli auguri al Commissario Tecnico della Nazionale Spalletti – tutti seguiamo il suo lavoro con grande partecipazione e coinvolgimento. E in fondo, domani, gli auguri per questo grande evento che vivrete, che sarà sulle vostre prestazioni, induce i nostri concittadini, ancora di più a immedesimarsi nel calcio, nello sport, e a chiedere che vi sia sempre un grande livello. Voi siete due grandi squadre, sarà per questo uno spettacolo straordinariamente interessante e bello da vedere e sarà sicuramente per entrambi una serata da non dimenticare”.

E’ stata data la parola anche ai due allenatori. Questo quanto dichiarato da Gian Piero Gasperini: “Quella di domani per noi è la terza finale negli ultimi cinque anni, un risultato straordinario per l’Atalanta, che è un club di provincia, e anche per Bergamo, per i nostri tifosi che ci seguono sempre. È un motivo di grandissimo orgoglio per noi, tanto quanto i risultati ottenuti negli ultimi anni, che devono essere il manifesto di come la meritocrazia possa, anzi, debba essere un principio da tutelare e proteggere sempre. La nostra speranza è che l’esito della finale di mercoledì, cui seguirà quella di Europa League a Dublino, sia diverso dalle precedenti due. La certezza è che sarà una grande partita in cui sia noi che la Juve cercheremo di onorare il nome del calcio italiano”.

Il discorso del Presidente Mattarella durante il ricevimento al Quirinale (credits: Quirinale)

photogallery ricevimento di Atalanta e Juventus al Quirinale (credits: Quirinale)

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