Milano, 7°
Calcio 30 Marzo 2026di Eugenio Sorrentino

L’onda lunga di Bergamo sull’Italia di Gattuso 

La Nazionale ha raggiunto Zenica, via Sarajevo, per tastare il terreno dove cerca il pass per il Mondiale. Portandosi dietro la dote di incoraggiamento dello stadio di Bergamo, servita a conservare la fiducia necessaria a prendere le misure dell’Irlanda del Nord e dare un senso alla fase offensiva. Gattuso, con il cambio di passo e il registro del secondo tempo al New Balance Arena, ha fatto capire che gli azzurri hanno bisogno di metterci spirito, patriottismo, cattiveria agonistica e sofferenza. Le doti, dice il ct, che ci hanno permesso di diventare campioni pur non essendo i più forti. Tutto dipende dalla testa. Anche perché, se a Bergamo c’era il calore italico, gli ottomila bosniaci sugli spalti  bastano per rendere l’ambiente caldissimo. Ed ecco che interviene Gattuso per sottolineare che i tifosi non hanno mai fatto gol. Un modo diverso per invitare i suoi giocatori a non lasciarsi condizionare dall’ambiente ma concentrarsi sulla partita. Con Barella e Tonali,  il 15 novembre 2019 all’esordio da titolare in Nazionale, Donnarumma era uno dei tre azzurri scesi in campo a Zenica quando l’Italia si impose con un netto 3-0. Allora il successo con la Bosnia permise all’Italia di Mancini di allungare a nove la striscia di successi consecutivi nelle qualificazioni europee. Portiere e capitano azzurro, giovedì 26 marzo a Bergamo, Donnarumma ha tagliato il traguardo delle 80 presenze in Nazionale a soli 27 anni, e vuole giocare la prossima estate il suo primo Mondiale.“Daremo il massimo, consapevoli che ci aspetta una partita difficile. Bisogna affrontarla con la serenità giusta” – dice il numero uno. E la consapevolezza è stata richiamata spesso, in tutte le conferenze stampa. Chiaramente, il ct non ha annunciato l’undici titolare, ma tutto lascia ritenere che confermi la formazione iniziale di Bergamo. Degli atalantini, uno è certo del ruolo di titolare, ma nelle file della Bosnia. Sead Kolasinac è pronto e timbrare la presenza numero 64. Tra i giocatori di movimento azzurri, nel gioco degli avvicendamenti, Raspadori ha più probabilità di essere impiegato per la sua duttilità. Scalvini sempre pronto a fare la sua parte da braccetto destro appena ce ne sarà occasione e necessità. Gianluca Scamacca sta dando un esempio non comune di attaccamento alla maglia azzurra, restando in gruppo per lavorare al recupero dal problema all’adduttore destro. Nessuno vuole perdere l’opportunità di giocare il Mondiale. E questa è la premessa più importante per compiere l’impresa.

Il ct Rino Gattuso durante la conferenza stampa allo stadio ‘Bilino Polje’ di Zenica (credits: FIGC)