Tecnica

L’ultimo tuono di Gigi Riva

22 Gennaio 2024

Eugenio Sorrentino

“Rombo di tuono” – soprannome coniato da Gianni Brera per Gigi Riva – ha lasciato questo mondo, si è congedato dalla sua Sardegna dove era arrivato giovanissimo e che lo ha adottato come simbolo di una terra forte e orgogliosa. Gigi Riva appartiene al calcio epico, quello della domenica e delle radioline. Si è spento all’ospedale di Cagliari alla soglia degli 80 anni, a causa di un improvviso aggravamento delle condizioni cliniche che apparivano stabili dopo il malore che lo aveva colpito tra le mura domestiche. Mito e leggenda, e’ stato uno degli attaccanti più forti della storia del calcio, protagonista della conquista dello scudetto del Cagliari, campione d’Europa con la nazionale azzurra nel 1968 e vicecampione del mondo a Messico ‘70, con l’Italia che passò alla storia con il 4-3 alla Germania e si arrese in finale al Brasile di Pelé’. Il mondiale lo avrebbe vinto, da team manager, nel 2006. Gigi Riva e’ ancor’oggi il migliore marcatore di tutti i tempi in azzurro con 35 gol segnati in 42 presenze. Ha voluto legarsi vita natural durante a Cagliari e al Cagliari, con la cui  maglia rossoblu ha segnato 164 gol. L’addio a Gigi Riva è un lutto collettivo, di un’Italia che ne ha ammirato le gesta, di generazioni che si sono alzate in piedi per applaudirlo, che ne hanno collezionato la figurina e conservato gelosamente il poster. Una gloria intangibile per un campione che con la straordinaria potenza del tiro ha gonfiato ripeturamente la rete non solo per sé, ma per il popolo degli sportivi veri e la magnificenza del gioco del pallone.

Gigi Riva con la maglia azzurra in una foto d’archivio della Federcalcio (credits: figc.it)