Missione fallita al 100%

Eugenio Sorrentino |

Per la seconda volta consecutiva l’Italia del calcio non parteciperà alla fase finale del campionato mondiale. Non era mai capitato, non era preventivabile fino al doppio errore dal dischetto contro gli svizzeri nel girone di qualificazione. Se nel 2018 restammo fuori decretando la fine di un ciclo, questa eliminazione nel primo atto dei playoff, nello stadio di Palermo riempito al 100%, arriva da campioni d’Europa. Gli azzurri hanno fallito solo in fase realizzativa. Lo dimostra il fatto che, a fronte di una costruzione di gioco offensivo costante, nessuno sia riuscito a finalizzare negli ultimi venti metri. Ma lo spirito era quello giusto. L’Italia non ha mai sottovalutato la Macedonia del Nord, che l’ha battuta con l’unico tiro in porta in pieno recupero, ma è chiaro che al calcio italiano mancano attaccanti in grado di trovare il varco giusto contro la densità difensiva degli avversari. La via del gol era stata smarrita però già da tempo e il campionato non ha offerto valide soluzioni, vuoi anche per condizioni fisiche non ottimali di pedine rodate e di quelle azzurrabili. Mancini ha iniziato con i campioni d’Europa nel tridente offensivo, vale a dire Berardi, Immobile e Insigne. Ha finito con Pellegrini, Joao Pedro al debutto e Raspadori. Alla fine, conta solo che Donnarumma sia stato infilato da un tiro angolatissimo, su cui era quasi arrivato senza riuscire a deviare. Manchiamo dalla fase finale del mondiale in Brasile dal 2014, dove c’erano già Chiellini, Bonucci, Insigne, Verratti e Immobile. Ne uscimmo con una grossa delusione. Dopo la vittoria sull’Inghilterra, arrivarono le sconfitte con Costarica e Uruguay. Addossare al ct Roberto Mancini le colpe della sconfitta maturata a Palermo sarebbe una banalità assoluta. Il gruppo non si forma dall’oggi al domani. Molti avevano invocato e sperato il ritorno di Balotelli. Gli è stato preferito Joao Pedro, messo in campo poco prima che la situazione precipitasse. Forse, troppo tardi per fare la differenza. Chissà quanto livore sarebbe piovuto sul ct se in campo ci fosse stato proprio SuperMario. Però urge una riflessione. Perché all’Europeo in cinque hanno segnato dure reti a testa: Immobile, Insigne, Chiesa, Pessina e Locatelli. In più i gol di Barella e Bonucci in finale. Abbiamo dimostrato di non essere più capaci di andare a rete. Ed è per questo che il mondiale del Qatar lo vedremo dal divano, tra novembre e dicembre. Nel caldo, certamente, ma di casa. E’ importante, tuttavia, al di là della palese delusione, che Roberto Mancini non venga estromesso dal futuro azzurro.

Per il ct Roberto Mancini la delusione dell’eliminazione del mondiale dopo la conquista dell’Europeo (credits: figc/mediagallery)

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