Nazionale finalmente felice e con…vincente

Eugenio Sorrentino |

L’Italia di Spalletti, battendo 2-1 l’Ucraina, si è rimessa in corsa per il secondo posto nel girone di qualificazione alla fase finale dell’Europeo 2024. Lo ha fatto dopo essere stata ridisegnata dal ct a centrocampo e in attacco. Negli spazi stretti servivano giocatori capaci di alzare le frequenze, garantire mobilità e interscambio, attaccare la profondità con le sovrapposizioni. Spalletti ha affidato la regia a Locatelli, con a fianco Barella e Frattesi, il quale ha ripagato la fiducia segnando una doppietta nel primo tempo. Davanti, confermato a sinistra Zaccagni, che gli ha servito l’assist del primo gol, Raspadori punta centrale che ha dialogato con i compagni e tenuto in allerta la difesa ucraina, e Zaniolo che ha contribuito a creare superiorità sulla fascia destra. Nel blocco difensivo è stato impiegato Scalvini da centrale di destra, affiancato da Bastoni, e sulle corsie esterne confermati Di Lorenzo e Dimarco. E’ stato quest’ultimo, dopo i primi 40 minuti di assoluto dominio azzurro, a vanificare la seconda delle sole parate di Donnarumma nel primo tempo, offrendo involontariamente il pallone dell’1-2 a Yarmolenko. Episodio che ha condizionato il secondo tempo, in cui si è vista l’Ucraina ritrovare coraggio e la squadra azzurra perdere brillantezza. Dopo 13’ Spalletti ha cambiato l’asse sinistro, avvicendando Dimarco e Zaccagni con Biraghi e Gnonto. La manovra azzurra ha ripreso vivacità e le occasioni di arrotondare il punteggio sono arrivate dalle conclusioni di Raspadori, che si è visto deviare dal portiere ucraino il pallone servitogli da Zaniolo, il quale a sua volta ha trovato la respinta dell’estremo difensore, Scalvini che di testa su calcio d’angolo ha fatto la barba la traversa, colpita invece in pieno da Locatelli. Da metà ripresa a cercare la via del gol sono stati chiamati Retegui e Orsolini, subentrati a Raspadori e Zaniolo. Ma gli azzurri hanno perso profondità, abbassandosi troppo. Nel finale Spalletti ha tolto un altro pezzo di Inter, richiamando Barella per inserire Cristante. Prima e dopo il 90’ un paio di occasioni bucate da Gnonto. Due gol sono bastati per raddrizzare la situazione della Nazionale, quello subìto dall’Ucraina era evitabile, ma soprattutto sono state ancora tante le occasioni da rete non sfruttate. Ciò che conta, a parte il successo conseguito, è il gioco che l’Italia è tornata ad esprimere. Non era facile per Spalletti prendere le redini della Nazionale. D’ora in poi il ct potrà lavorare con maggiore tranquillità. Sapendo di poter contare sull’eccellente Frattesi e sul ritrovato metronomo Locatelli, sull’estro di Zaniolo e la duttilità offensiva di Raspadori, ma anche su Giorgio Scalvini, che ha giocato con sicurezza mostrando la riconosciuta levatura tecnica. “Abbiamo messo in campo lo spirito e la mentalità giusti – ha detto il difensore atalantino, che è stato bravo a fermare Mudryk in un’azione potenzialmente pericolosa – Abbiamo lavorato bene dopo la partita con la Macedonia. Passare dalla difesa a tre alla linea a quattro? Si tratta di adattarsi alle indicazioni dell’allenatore”. Scalvini e Bastoni al posto di Bianucci e Chiellini: “raccogliamo l’eredità pesante di due difensori fantastici, ai vertici mondiali”. Ultima nota per il pubblico di San Siro. Lodevole per gli applausi all’inno nazionale dell’Ucraina, incommentabile per i fischi rivolti a Donnarumma.

Giorgio Scalvini, autore di una prestazione autorevole con la maglia azzurra nel match vinto con l’ucraina (credits: figc.it/mediagallery)

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