Olimpiadi e le voci di dentro

Eugenio Sorrentino |

Come spesso capita, per fortuna, dal cilindro magico dello sport olimpico gli azzurri fanno uscire medaglie. Alcune attese, altre inaspettate. Con i lampi di sci alpino femminile e short track nel giorno 17 di febbraio si è arrivati a collezionare 16 podi. Non male per una spedizione a cinque cerchi, dove va riconosciuto che le donne hanno fatto la differenza, scrivendo pagine memorabili. Spiace solo che alle medaglie si accompagnino malumori che, per fortuna, non sono veleni, ma bisogna evitare che tali diventino. Maria Rosa Quario, ex campionessa di sci e mamma di Federica Brignone, si è affrettata a precisare che la figlia e Sofia Goggia non sono state mai amiche. Sul concetto di amicizia si potrebbe filosofare a lungo, ma non si vede perché mai la rivalità sportiva debba sfociare in un rapporto negativo. I regolamenti hanno imposto ai tecnici azzurri di fare delle scelte e sembra abbiano avuto ragione, con due italiane sul podio e con l’argento leggendario di Sofia Goggia a 23 giorni dal grande infortunio di Cortina. Non si può accettare che qualcuno ne metta in dubbio la gravità e il prodigioso recupero della campionessa bergamasca è una lezione di vita. Quanto allo short track, disciplina che torna nelle prime pagine ogni quattro anni, le dichiarazioni di Arianna Fontana, l’atleta più medagliata ai giochi olimpici, riflettono un disagio e mettono a nudo una serie di difficoltà che ai non addetti ai lavori certamente non potevano essere noti. Sembra che per scivolare veloce sui pattini abbia dovuto scalare ostacoli. Queste discipline richiedono sacrifici e occorre raccogliere tutte le energie e fare leva sulla tempra per riuscire bene. Arianna Fontana, la quale ci è riuscita benissimo, merita di essere aiutata a disputare anche le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Lei, che è stata lanciata dal bergamasco Stelio Conti a Torino 2006, rappresenta un valore aggiunto per lo sport azzurro e l’immagine del nostro Paese.

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