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Calcio 7 Gennaio 2026di Federica Sorrentino

Palladino e de Roon uniti dalla stessa visione di essere squadra

L’Atalanta apre il nuovo anno come meglio non potrebbe: due vittorie in cinque giorni e nessun gol subito. Allo stadio Dall’Ara finisce 0-2 contro il Bologna, uno scontro diretto che certifica il momento positivo della squadra di Raffaele Palladino. Il mister non nasconde la soddisfazione nel post partita: “Continuiamo la nostra scalata, continuiamo a fare le nostre prestazioni. Stiamo dando continuità di prestazioni e di risultati e siamo molto felici della vittoria, perché questo è un campo difficile – ha dichiarato -. Il Bologna è una squadra che ha qualità, dinamismo, e aveva tanti giocatori freschi, riposati dopo la partita contro l’Inter. Sono molto felice della prestazione dei ragazzi, di quello che stanno esprimendo, delle qualità che stanno mettendo in campo”. Un successo costruito sulla compattezza del gruppo, come ha sottolineato lo stesso Palladino: “Ho visto sudare la maglia, ho visto una squadra che ha difeso insieme e ha attaccato insieme con grande qualità”. L’Atalanta sale al settimo posto, superando proprio il Bologna. Un dato che racconta il lavoro svolto dall’allenatore da quando ha preso in mano la squadra, allora tredicesima. “I punti persi all’inizio sono stati tanti, ma abbiamo fatto una scalata importante – ha spiegato –. La squadra si sta esprimendo a livelli buoni, possiamo continuare a crescere. Non bisogna mollare mezzo centimetro perché il campionato è molto equilibrato”, aggiungendo di sentirsi fortunato per il coinvolgimento che vive insieme alla squadra e ai suoi giocatori. Nonostante le assenze e una formazione cambiata solo in minima parte rispetto alla gara precedente, l’Atalanta ha mostrato intensità e lucidità. Palladino ha infatti respinto l’idea di un undici fisso: “Io non ho un undici titolare. Rendo merito ai giocatori che in questo momento meritano di scendere in campo. Abbiamo tante assenze, ma chiunque va in campo si sente coinvolto”. E gli esempi non mancano: dalla prova convincente di Krstovic, decisivo in una serata senza Scamacca, fino agli esempi di Brescianini e del giovanissimo Ahanor. A livello tecnico, Palladino non chiude le porte a soluzioni offensive differenti: “Nella testa non mi precludo nulla, non sono un integralista. Si può giocare a 3-4-3, a 4-2-3-1. Può succedere di vedere Scamacca e Krstovic insieme”. Quello che traspare alla fine però è l’importanza dell’atteggiamento: “A me interessa la mentalità della squadra, che chi viene chiamato in causa dia il massimo per la maglia”.

È una vittoria importantissima, soprattutto dopo la Roma”, ha evidenziato poi Marten de Roon, sottolineando il valore della continuità contro una diretta concorrente. La chiave del match, secondo l’olandese, è stata l’approccio: l’Atalanta ha tolto palleggio al Bologna, mettendo l’avversario in difficoltà fin dal primo tempo. “Nel primo tempo abbiamo creato tanto spazio intorno a Krstovic, che ha fatto una grande partita. Abbiamo meritato di vincere”, ha ribadito. In spogliatoio, ha raccontato de Roon, si avverte chiaramente la sensazione di una squadra che sta ritrovando se stessa, quella identità forse smarrita nella prima parte del campionato. “Si sente – ha ammesso –. Da quando è arrivato mister Palladino c’è entusiasmo e voglia di combattere insieme”. de Roon ha poi sottolineato come “le vittorie portano entusiasmo e fiducia. Quando prepari una partita con pressione alta e vedi in campo che le cose funzionano, questo ti dà la voglia di continuare”. Un aspetto chiave è il gioco in avanti, più presente rispetto all’inizio dell’anno, che permette agli uomini offensivi di farsi trovare pronti e partecipi. Entusiasmo, fiducia e identità ritrovata: sono questi gli ingredienti che stanno rilanciando l’Atalanta.

I complimenti in campo di Raffaele Palladino a fine partita a Bologna (Ph: A. Mariani)