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Calcio 26 Aprile 2026di Eugenio Sorrentino

Palladino ha fiducia nella reazione dell’Atalanta

L’Atalanta testa sul campo del Cagliari la sua capacità di reagire all’uscita dalla Coppa Italia con l’obiettivo di intraprendere un finale di campionato che possa aprire le porte a una coppa europea nella prossima stagione. Raffaele Palladino, alla vigilia del posticipo in terra sarda, si aspetta un segnale positivo dalla squadra dopo la sconfitta con la Lazio, “dura da accettare, soprattutto nel modo in cui è arrivata. Ci sono voluti un paio di giorni per metabolizzarla, però i ragazzi sono sempre stati bravi a reagire. Le prossime partite sono importantissime per finire la stagione nel migliore dei modi – sottolinea l’allenatore, che si sofferma sul rammarico seguito alla partita con la Lazio, venuta a giocare con il blocco basso e a cui è stato concesso un solo tiro in porta. “Non siamo stati fortunati e cinici come serviva, ma dobbiamo avere più imprevedibilità in avanti. Non è facile scardinare quando ci sono dieci giocatori sotto la linea della palla”. I numeri sono dalla parte della gestione Palladino: “da quando sono arrivato, dati alla mano, risultiamo quinti in classifica. Certamente ha inciso l’inizio stagione altalenante, ma abbiamo fatto una grande scalata, passando al 13° al 7° posto. C’erano varie problematiche, penso che le abbiamo risolte. La Coppa Italia era il percorso più breve per arrivare in Europa League, ma continuiamo ad essere ambiziosi. Contro la Juve abbiamo fatto una delle migliori partite dell’anno e perso per un episodio negativo. Dobbiamo portare gli episodi dalla nostra parte, lo ha dimostrato la partita con la Lazio”. “Stiamo producendo tanto e finalizziamo poco. Non credo nella sfortuna, ma non riusciamo a incidere. Siamo il settimo migliore attacco ma abbiamo qualità per fare di più, e la terza migliore difesa, a riprova che gli attaccanti fanno grandi sacrifici a rientrare. La soluzione del tiro da fuori area? Pasalic ci è riuscito segnando con la Lazio”. A proposito di statistica, l’Atalanta risulta essere la squadra che negli ultimi dieci anni ha giocato di più. Dato si è amplificato con Palladino in panchina. “Ai miei ragazzi dico che bisogna cercare di giocare il più possibile, anche dalle premesse laterali, quando la palla va fuori bisogna battere velocemente per dare ritmo, perché così il calcio diventa bello. Ci alleniamo due ore al giorno per dare tanta intensità, credo che sia bello per questo. Nelle partite vorrei vedere meno perdite di tempo, meno simulazioni, meno falli, perché il calcio è un gioco di contatto e bisogna giocare il più possibile”. A Cagliari, dove Palladino si aspetta un ambiente infuocato e una partita difficile contro una squadra insidiosa e molto determinata, ci sarà Hien ma non Bernasconi, probabilmente non recuperabile prima di fine campionato. “Bernasconi ha subito un fallo davvero molto deciso da parte di un avversario (peraltro non sanzionato, ndr). Abbiamo perso un giocatore importante. Per il ruolo di quinto ci sono Zappacosta, Bakker e anche Musah”. Sul fronte offensivo, Scamacca e Krstovic hanno segnato 23 gol in due finora in stagione. Talvolta hanno giocato insieme. “Abbiamo due attaccanti forti, ma non credo che dipenda tanto dal doppio centovanti riuscire a fare più gol. Siamo soliti attaccare con tanti giocatori, portiamo sette o otto giocatori in zona gol. Bisogna evitare di affogare la manovra, sarebbe meglio trovare delle soluzioni più in velocità e ci stiamo lavorando. Dobbiamo essere più precisi anche nell’ultimo passaggio nella finalizzazione”. Infine, un accenno al futuro di Palladino, legato all’Atalanta per un’altra stagione. “Sono arrivato qui con grande entusiasmo e impegno, ho cercato di fare e cercherò di fare il mio meglio fino a fine stagione. Io non solo legato ai contratti.  Scelto la società e le persone e a loro mi affeziono. Qui si lavora bene e sono contento, vediamo a fine stagione cosa pensi di fare la società”.

Raffaele Palladino durante la conferenza stampa alla vigilia di Cagliari-Atalanta (credits: atalanta.it)