Per diciotto giornate, praticamente metà campionato, l’Atalanta ha avuto nella panchina una forza esplosiva straordinaria, che utilizzata nei tempi e con le mosse giuste da Gian Piero Gasperini, ha cambiato a favore le sorti delle partite o ne ha inspessito il risultato. L’allenatore ha tirato fuori sempre il meglio da quindici giocatori di movimento. Tenendo conto che, in alcune circostanze, causa infortuni o condizioni fisiche non ottimali di chi era in campo, le sostituzioni sono state obbligate. In tutti i casi, chi è subentrato ha risposto a dovere. Non è stata una caratteristica solo di questa prima parte di annata. Muriel, per citare un uomo d’attacco, durante la sua permanenza a Bergamo ha fatto la differenza decine di volte. I successi della stagione culminata con la conquista dell’Europa League ha dato continuità all’arma letale rappresentata dai giocatori che partono dalla panchina. Così pure fino nella fase a gironi della Champions League, che ha visto l’Atalanta a un passo dalla qualificazione diretta agli ottavi e comunque protagonista di un cammino straordinario. Al giro di boa dell’attuale campionato, con la parentesi della trasferta di Supercoppa in Arabia Saudita, qualcosa è cambiato. Chi subentrava era risolutivo, aveva il passo spinta alla Gustav Thoeni, soprattutto quell’energia che Gasperini ha giustamente richiamato, e reclamato, a valle dell’ultima uscita a Firenze. Se De Ketelaere è rimasto al gol partita del dicembre scorso con l’Empoli, dopo essere stato avvistato dalla torre di controllo di Orio al Serio quando ha eclissato Maignan tra i pali del Milan, il redivivo Samardzic con la maglia della nazionale serba non è riuscito a fare la differenza allo stadio Franchi, come fece per esempio a Bologna sfoggiando il colpo di classe che valse il pareggio allo scadere. In questa fase, il solo a dare continuità di certezze quando si alza dalla panchina sembra essere Brescianini. Ma il dovere di farsi trovare pronti vale per tutti. Ora che lo scudetto è ridiventato una faccenda a due, tra Inter e Napoli, l’Atalanta ha i numeri per confermarsi terza forza del campionato, con un finale in crescendo, degno di quanto fatto vedere in passato. Cinque gare in casa e tre fuori rappresentano un vantaggio notevole. Le prossime due partite al Gewiss Stadium, con Lazio prima e Bologna dopo, offrono l’opportunità di distanziare definitivamente chi insegue il traguardo della Champions. E la panchina resta arma tattica indispensabile.
Nelle prime 18 gare di campionato e negli impegni europei, l’apporto dei giocatori subentrati è stato decisivo per i risultati della squadra di Gasperini (Ph: Alberto Mariani)