Quartetto da medaglia da una parte, un posto da decidere (e una prova da disputare) dall’altra. L’Italia della velocità ha vissuto una mattinata interlocutoria nel giorno della vigilia per gli uomini e dell’antivigilia per le donne. Sabato 7 febbraio alle 11.30 sulla Stelvio di Bormio, con il sogno di portare in alto il tricolore, ci saranno Mattia Casse, Giovanni Franzoni, Florian Schieder e Dominik Paris. Il fuoriclasse della Val d’Ultimo è stato il solo a prendere parzialmente parte al terzo test cronometrato che ne ha visti pochi al via. Per lui giusto un paio di passaggi per prendere meglio le misure per poi rialzarsi senza cercare tempo o altre sensazioni. Per quel poco che conta, miglior crono del canadese James Crawford (1.54.95) sull’austriaco Daniel Hemetsberger e l’americano River Radamus, rispettivamente a 1.68 e a 2.27. Solo in 23 hanno aperto il cancelletto, nessuno dei big. Che si sono risparmiati in vista del grande giorno che pare mettere l’elvetico Franjo Von Allmen nei panni del grande favorito sulla stessa linea del connazionale Marco Odermatt, ma anche dei nostri, con Franzoni e Paris (“Ho un buon piano in mente – le sue parole a Eurosport – Vediamo quali condizioni troveremo domani, con luce piatta può cambiare molto”) un passo avanti. Casse invece cercherà d’essere la mina vagante, proprio come Schieder.
Tra le donne, che saranno in gara domenica 8 febbraio alle 11.30 per le medaglie, il primo test sull’Olympia delle Tofane, a lungo interrotto causa nebbia, va preso come occasione per rompere il ghiaccio poiché sarà domani la vera prova. Intanto però, Lindsey Vonn conferma di esserci, esattamente come Sofia Goggia (subito tonica in prossimità dello Scarpadon, uno dei passaggi prediletti), rispettivamente 11ma e 8a migliore delle italiane. La bergamasca ha chiuso, davanti a Laura Pirovano, ad 1.17 dall’1.38.94 della statunitense Jacqueline Wiles. Dodicesima e decisamente più confortata rispetto a Crans Montana una Federica Brignone che lascia aperta la porta alla competizione di sabato: la Tigre (“Sullo Schuss Tofana – ha dichiarato a Raisport – ho fatto le mie cavolate, fatico ancora sui salti, ma è comunque una buona prova.Non ero soddisfatta dell’atteggiamento a Crans-Montana, oggi è andata meglio”) deciderà all’ultimo se mettersi in selezione con Nadia Delago ed Elena Curtoni mentre la sorella Nicol, la terza “certa” d’esserci, ha terminato 19ma (ma ben sei salti di porta tra le atlete prima di lei) a 2.25.
SuperSofi, intanto, è in fase di studio: “La neve è abbastanza varia, ma con tutta quella che è scesa è già stato un miracolo trovarla così. Ma si sapeva già dalla ricognizione che oggi sarebbe stato un giro tranquillo, con un approccio conservativo. Sono molto contenta, perchè volevo capire le onde, i dossi ed i salti, su una pista mossa e tecnica. Se dovesse esserci il ghiaccio, sarà una prova molto selettiva. Era importante capire gli approcci in determinati punti. E’ la mia pista del cuore, intensa e libera: già la traversa in partenza quest’anno è difficile, al Duca d’Aosta si salta tanto, ci sono dossi all’Argano, tra Scarpadon e Rumerlo“. Sulla sua condizione la 33enne finanziera si esprime così: “Mi sento bene, sono in forma, il superG di Crans Montana mi ha dato una bella iniezione di fiducia. Arrivo a Cortina con gratitudine nel cuore: capita a pochi atleti poter disputare una Olimpiade in casa, è una bella esperienza ed una bella emozione. Stasera sfilare alla Cerimonia d’Apertura sarà davvero una grande sensazione, a maggior ragione per noi italiane, in Italia. Poi in gara cercherò di mettere in pista la migliore versione possibile di me stessa, è una responsabilità verso me stessa e la mia nazione. E se ci sarà il Presidente Mattarella a seguirci, proveremo a regalargli una grande soddisfazione“.
Sofia Goggia ha provato la discesa sull’Olimpia delle Tofane, che domenica 8 febbraio assegnerà le medaglie di specialità (Ph: Pentephoto)





