Nel post gara al Mapei Stadium, Raffaele Palladino ha analizzato una sconfitta che, a suo dire, non nasce affatto da un calo mentale dopo l’impegno europeo ma da episodi e dettagli tecnici che hanno indirizzato la partita. Ai microfoni di DAZN chiarisce l’idea che la vittoria europea abbia tolto energie. Per l’allenatore la squadra “è partita bene”, con i primi 15 minuti in pieno controllo, l’occasione di Zalewski e un atteggiamento “concentratissimo”. Il paradosso, sottolineato dal mister anche in conferenza stampa, è che il momento chiave sia arrivato proprio nella fase iniziale della superiorità numerica. Dopo l’espulsione, il Sassuolo è passato in vantaggio e si è compattato in un 4-4-1 molto basso. Palladino ha spiegato che l’Atalanta ha commesso due errori: “Il primo relativo la velocità della palla, che viaggiava troppo lenta. Eravamo troppo prevedibili e non riuscivamo mai a essere cattivi in zona gol; l’altro errore è che entravamo centralmente, non c’era sfogo, non c’era spazio e sbattevamo contro il muro”. Nella ripresa, invece, la Dea “ha fatto molto meglio”, aumentando la velocità e trovando spazi in zone diverse del campo, ma il secondo gol incassato ha complicato tutto.
A DAZN Palladino ha evidenziato come la gara andava “tenuta aperta”: “Abbiamo avuto delle occasioni per riaprirla, però non ci siamo riusciti, l’abbiamo riaperta troppo tardi, perché all’’80 è troppo tardi. Poi, dopo, è stato tutto difficile. È vero che abbiamo preso palo, traversa e avuto altre occasioni, però è un peccato. Non è il risultato che volevamo”. In conferenza stampa l’allenatore non ha rimproverato l’approccio, ma rivendicato l’intensità e l’energia con cui i suoi sono scesi in campo, parlando piuttosto di “leggerezze”, consapevole che il Sassuolo avrebbe potuto colpire in ripartenza come già accaduto all’andata. Palladino ha rimarcato l’azione del secondo gol, in cui la squadra ha indietreggiato, permettendo l’ingresso in area degli avversari, a cui ha riconosciuto i meriti.
Sul piano tattico, rispondendo alle domande sulla possibile scelta di lasciare le due punte, Raffaele Palladino ha spiegato che togliere un trequartista avrebbe significato andare in contrapposizione numerica contro il loro 4-4-1, concedendo vantaggi sulle corsie. L’idea era piuttosto “accerchiarli” con i trequartisti e creare superiorità con i terzi. Il mister ha ammesso che è mancata qualità nell’ultima scelta e maggiore incisività nell’uno contro uno, ma ha sottolineato come le opportunità per riaprirla ci siano state. In sala conferenza ha aggiunto un ulteriore elemento, legato alle assenze: “Abbiamo perso degli attaccanti, le soluzioni davanti non le abbiamo”, spiegando di aver dovuto adattare alcuni giocatori in posizioni diverse.
Il sentimento dominante non è il dispiacere per un risultato “che non rispecchia gli obiettivi”, e definito un “incidente di percorso” che non deve spostare il cammino della squadra. La parola d’ordine, ribadita in entrambe le occasioni, è azzerare subito, analizzare ciò che non ha funzionato e proiettarsi immediatamente al prossimo appuntamento, la Coppa Italia.
Raffaele Palladino all’ingresso in campo al Mapei Stadium (Ph: A. Mariani)





