Primavera Atalanta ai quarti per lo scudetto

Simone Fornoni |

Il Toro, quando non lo prendi per le corna, te le fa assaggiare. Pronti: Zanetti su smarcante dal fondo di Warming (23′) e Gineitis in torsione (42′) sulla palla da mancina a rientrare dell’apripista. Ora, insieme alla giornata residua di regular season da disputare, manca solo il nome dell’avversario nel quarto di finale per accedere alle Final Four, estratto a sorte dall’esito della trentaquattresima fra Juventus, Sampdoria e Fiorentina e dalla posizione da conquistare in proprio legata all’ospitata a Zingonia al Sassuolo privo di obiettivi. Per la Primavera dell’Atalanta, in chiaro down psicofisico da ko al fotofinish nella finale di mercoledì scorso di Coppa Italia con la Fiorentina e rivoltata come un calzino da ben cinque avvicendamenti nella formazione iniziale, l’ufficialità del mancato assalto al secondo posto, occupato dall’Inter, che avrebbe consentito il passaggio direttamente in semifinale saltando una sfida, è arrivata insieme alla nona sconfitta in campionato dopo ben otto risultati utili consecutivi di cui un settebello di bottini pieni.

Al tecnico Massimo Brambilla, a bocca asciutta da due partite anche nel senso che oltre a non segnare non si inquadra quello specchio magico o quasi, non ha portato bene concedere il riposo ai big, tra cui i subentrati Sidibe (il capocannoniere), Panada e soprattutto Cisse (decina secca, più 2 nel trofeo della coccarda in semifinale con l’Empoli), fermo al lob a gamba allungatissima tentato sul lancetto del regista bresciano e stoppato dai guantoni avversari al 28′ della ripresa. A onor del vero va aggiunto che gli sballottamenti e i rimpalli con la prima squadra non stanno giovando alla tenuta fisico-atletica del guineano e di Cittadini, out perché acciaccato dopo essere affondato con onore in Laguna. La coppia d’attacco svedese Omar-Fisic, mal combinata, ha tradito l’appannamento estenuato nel tempo del primo, cinquina a referto chiusa nel 2-2 interno col Lecce all’andata per lasciare spazio al vuoto pneumatico, e la fatica del secondo, 196 centimetri poco coordinati, nell’inserirsi nel gioco rigorosamente collettivistico seppur intonato sugli acuti dei solisti dell’allenatore brianzolo. Risultato? Panchina cortissima, sostituti tra cui Hecko e Regonesi dietro con gamba poco allenata alle sfide sui novanta giri di lancetta e gragnuola di conclusioni contro senza produrne di pericolose. E Oliveri, scorporato dall’altro “quinto” Renault, non può cantare e portare la croce da solo. AAA riallineamento ed equilibrio cercansi per non fallire l’assalto allo scudetto.

Una fase del match tra le squadre Primavera di Torino e Atalanta (credits: Torino FC)

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter

i nostri articoli

L'Europa League all'Atalanta vittoria del merito

Eugenio Sorrentino |
22 Maggio 2024
La sollevano in tre la coppa. Djimsiti, in campo con la fascia di capitano, insieme ai due capitani di lungo corso Toloi e de Roon. Poi passata a G...

La Dea sull'Olimpo con l'Europa League

Eugenio Sorrentino |
22 Maggio 2024
Il cielo è nerazzurro atalantino sopra Dublino. L’Atalanta di Gasperini completa il capolavoro di una stagione che ha cambiato la storia della soci...

Botta e risposta nella pancia dello stadio di D...

Luciano Locatelli |
22 Maggio 2024
Nella sala stampa dello stadio di Dublino, Gian Piero Gasperini ha portato con se emozioni, soddisfazioni, consapevolezza di avere fatto qualcosa d...