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Eventi 21 Febbraio 2026di Federico Errante

Sci Club Selvino unico in Italia con due ori olimpici

Gli ori olimpici Deborah Compagnoni e Paola Magoni, l’argento mondiale Lara Magoni e la Valanga Rosa. Si scrive “Selvino paese olimpico” si legge “pomeriggio di fuoriclasse ed emozioni”. Sull’altopiano, ad un giorno della chiusura dei Giochi di Milano-Cortina l’atmosfera si è scaldata a colpi di fuoriclasse. Con una dedica speciale all’indimenticabile Toni Morandi, allenatore di tantissime campionesse a cui è dedicato lo Sci Club Selvino, il solo in Italia a poter vantare due titoli a “cinque cerchi”: con Paoletta Magoni in slalom nel 1984 a Sarajevo e con Deborah Compagnoni ad Albertville in superG nel 1992. Al timone c’era Angelo Bertocchi, oggi assessore allo sport del comune e presidente onorario del sodalizio dopo 42 anni in primissima linea. “Angelo ha insistito parecchio pur di avermi qui – sorride Deborah Compagnoni -, per me Selvino significa tanto. Quando eravamo in squadra Lara Magoni ed io venivo spesso ad allenarmi con base il suo albergo“. Lara, a sua volta, più che mai di casa ha “ringraziato” Debby applaudendo emozionata il parterre de roi allestito per l’occasione: “Per dieci anni compagna di stanza di una fuoriclasse, una leader come Compagnoni, una situazione che uccide o fortifica. L’argento di Sestriere alle sue spalle in slalom è stata la mia fortuna. Ci hanno ribattezzato “Le sorelle d’Italia” ed è stato un onore. Toni Morandi? Un regalo che mi ha fatto la vita, l’uomo che per me ha rappresentato la svolta della carriera. Paoletta? Era il mio idolo. Al ritorno dal suo trionfo nell’84, quando il paese era completamente impazzito, ho detto a mio papà che avrei voluto diventare come lei“. A proposito di modelli di riferimento, Paola Magoni – a sua volta – indica un nome svelando un aneddoto: “Appena arrivata in squadra – sorride – mi hanno messa in stanza con Claudia Giordani, la capitana. Non ho dormito per una settimana, ero immobile nel letto e facevo ogni azione dopo di lei. Al rientro a casa ero talmente stanca anche solo per questo motivo che ho riposato per due giorni interi“. Se per Daniela Zini “La Valanga Rosa ha contribuito a far crescere un movimento che ha vissuto la prima svolta con l’oro di Paola Magoni”, Piera Macchi pur di non mancare alla kermesse selvinese ha rinunciato all’ultimo giorno da volontaria a Milano-Cortina. Poi ancora, Wanda Bieler e Maria Rosa Quario, la mamma di Federica Brignone: “Da circa dieci anni, da quando ha cominciato a vincere lei io non sono più Ninna, ma la mamma di Fede. Io, milanese, ho cominciato ad ammirare Claudia Giordani e ad ispirarmi a lei“. L’impatto social, altro argomento caldo: “Basta non aprirli” afferma Quario, “Io nemmeno li ho. Ci sono talmente tante notizie che ormai troppa informazione crea perfino indifferenza“. Quella che, al contrario, non potrà mai suscitare una parata di stelle di tale grandezza. Campionesse, ma soprattutto donne destinate alle pagini più splendenti della storia dello sci. Dalla prima all’ultima, senza alcuna distinzione.

Il palco le campionesse che hanno legato la carriera allo Sci Club Selvino, A destra: Lara Magoni, Deborah Compagnoni e Paola Magoni (credits: Pernice Editori)