Eppure non c’è nulla da inventare. Basterebbe copiare. All’estero? Certo, probabilmente però c’è anche qualcuno che, nemmeno lontano da Milano, ha intrapreso da anni la strada giusta. Quella che i big del calcio considerano provinciale e invece è forse l’unica percorribile. Giovani, strutture, progetti e sostenibilità. E se il calcio italiano ripartisse dal modello Atalanta?
In queste ore, dopo il fallimento Mondiale sul campo della Bosnia, spuntano ricette per risolvere tutto in ogni angolo. Poi passa l’effetto delusione, arrivano i primi due episodi contestati dal Var e mentre qualche pubblicità ripeterà che “il male del calcio è la Pirateria” (un reato da combattere ma di certo non la madre di tutte le disgrazie pallonare) si tornerà a fare tutto o quasi come prima. Come sempre. Soprattutto negli ultimi 20 anni. Forse di più.
La verità è che ci sono esempi da seguire anche nel calcio italiano e l’Atalanta è l’esempio migliore. Basterebbe snocciolare dati e numeri senza fermarsi a quella superficiale valutazione che “l’Atalanta è una realtà piccola, serve altro”. Snoccioliamo uno per uno i temi di cui si parla e vediamo come l’hanno affrontato a Bergamo? Avanti, snoccioliamo.
Capitolo giovani. Per crescere buoni calciatori, lo diceva sempre Mino Favini già tanti anni da, bisogna prima di tutto crescere bravi ragazzi. A Bergamo si controllano le pagelle, le famiglie sono seguite e nel lavoro quotidiano a Zingonia (dove ci sono campi per tanti anche se forse non per tutti) si impara. Si cresce. Ci si avvicina al calcio dei grandi. Certo, per farlo servono strutture e come è possibile che l’Atalanta abbia un Centro Sportivo per tutte le categorie e altre big del nostro calcio no? All’estero funziona come a Bergamo, perchè in Italia non copiano? Anche sullo stadio, come è possibile che quello d’acquisto da parte dell’Atalanta sia stato il primo contratto di sempre che avesse quei termini? Le altre dove sono? Nel 2032 ci saranno (forse) gli Europei in Italia e degli 8 stadi scelti solo 2 sono pronti. Una follia.
Chiudiamo con Progetti e Sostenibilità, concetti che riempiono la bocca e i giornali ma non stanno in piedi. All’estero programmano 4-5 anni avanti, in Italia l’Atalanta è attenta a migliorare Zingonia, sul mercato si muove come può e si può sostenere sia sul piano economico che tecnico per un progetto che ogni anno, ad oggi, mette la compagine orobica di fronte a sogni europei davvero da urlo.
Antonio e Luca Percassi, presidente e amministratore delegato Atalanta (credits: atalanta.it)





