La bergamasca Silvia Turani è da tempo una colonna del rugby femminile italiano, forte della sua esperienza in Francia e Gran Bretagna e dei 37 Caps con la Nazionale azzurra, alla vigilia dell’esordio nell’edizione 2025 del Guinness Women Six Nations. L’Italrugby femminile ha preparato a Parma la trasferta di domenica 23 marzo a York, allo LNER Community Stadium, per affrontare l’Inghilterra squadra numero 1 del ranking mondiale, che dalla finale della Rugby World Cup 2022 non ha mai più perso e che è detentrice delle ultime sei edizioni del Sei Nazioni.
Silvia Turani, pilone delle Harlequins, club inglese, analizza il difficile e suggestivo match nella terra di Albione. “Ci aspettano 80 minuti di battaglia, ma credo sia molto stimolante partire subito con con l’Inghilterra. Hanno una profondità di rosa importante, però, a prescindere dai piloni che decideranno di schierare, saranno atlete contro le quali sia io che Sara Seye abbiamo giocato tutto il campionato, partita dopo partita. Più o meno sappiamo cosa aspettarci, in termini di sfida e di intensità, il che è sicuramente interessante”.
Turani si sofferma anche sulla tipologia di allenamento che le azzurre hanno svolto con coach Roselli. “Ha le idee molto chiare e questo ci è sicuramente utile. Stiamo lavorando bene con lui e con tutto lo staff, con l’obiettivo di costruire una nostra identità. C’è molta trasparenza tra le aspettative dello staff nei nostri confronti e viceversa: questo ci aiuterà molto. Stare in raduno insieme per cinque settimane su sei, nel corso del Sei Nazioni, ci sarà utile e agevolerà questo percorso di crescita. Personalmente iniziare con l’Inghilterra mi piace perché ci permette di confrontarci subito con la squadra più forte del mondo. Avere la Francia come penultima partita, è interessante, perché è un secondo banco di prova importante. Allo stesso tempo sia Irlanda sia Scozia stanno lavorando bene, l’hanno dimostrato negli ultimi anni, e anche il Galles è una squadra interessante. Giocarci contro all’ultima giornata, proprio perché anche loro hanno avuto un cambio di guida tecnica, con l’ex allenatore di Gloucester che ora è sulla loro panchina, potrebbe riservare delle sorprese sul piano del gioco”.
Silvia Turani ha idee molto chiare sullla chiave tattica dell’incontro con le inglesi: “Loro sono un ingranaggio che funziona bene, sono efficaci, ma sono abbastanza legate ai processi e alla ricerca della perfezione in questi ultimi. L’obiettivo sarà quindi di mettere sabbia nel loro ingranaggio e vedere un po’ come sabotarlo con una difesa aggressiva e con il lavoro sul breakdown creando opportunità e cogliendole”.
“Penso che l’insistere sulla forza mentale – è la riflessione finale di Silvia Turani – in questa settimana sia stato molto importante per me. Comunque ti ritrovi all’inizio di un Sei Nazioni sapendo che giochi la prima partita dopo una settimana di raduno, quindi realisticamente hai 4-5 sedute di campo a disposizione con tanti input nuovi, con metodologie di allenamento diverse, e devi saper capire cosa apprendere subito e su cosa invece lavorare per renderlo tuo su uno spazio temporale più ampio. Probabilmente fra tre mesi l’aspetto mentale sarà concentrato sull’attraversare la preparazione fisica che porta al Mondiale, però il fatto di essere sempre pronte per la sfida del momento ci dà quel quid di forza in più”.
Silvia Turani, pilone della nazionale azzurra di rugby, con la maglia delle Harlequins (immagine dal profilo Instagram di Silvia Turani). Fonte intervista: federugby