Simone Moro plaude alla conquista del Manaslu d’inverno

Federica Sorrentino |

La cima del Manaslu d’inverno è stata raggiunta 39 anni dopo la prima volta. Ma Simone Moro, che ha fatto della parte spedizione, ha dovuto rinunciare alla vigilia dell’attacco finale alla sommità di quella montagna che lui ha aspirato a conquistare. Il grande alpinista bergamasco, fermato da un problema intestinale che gli ha provocato dissenteria ininterrotta per tre giorni, si è congratulato con lo staff di Alex Txikon, che è riuscito nell’impresa. Moro è rientrato in volo a Kathmandu, per poi recarsi in ospedale per gli accertamenti necessari.

“Erano i giorni perfetti per il tentativo alla cima del Manaslu, quelli che aspettavo da 5 anni, ai quali mi sono fatto trovare pronto e che ho iniziato strategicamente a utilizzare per andare in vetta. Il malessere fisico però non era previsto, il meteo non posticipabile, i pericoli annessi ad una forte debolezza fisica non eludibili – ha raccontato Simone Moro sul suo profilo Facebook – Sono salito velocemente con Alex Txicon e Chhepal Sherpa da 4850 metri ai 5900 metri di campo 1. Poi sempre più lentamente ho raggiunto i 6300 metri a meno di un’ora da campo due ma le continue scariche di dissenteria mi hanno fatto capire che  dovevo scegliere e prendere una decisione. 

È stata per me ovvia: rientrare al campo base prima che  l’esporsi ai campi e alla quota sempre già alta rappresentasse un problema serio sia per me che per tutto il gruppo. C’erano infatti altri 5 sherpa che erano partiti il giorno prima e che ci aspettavano a campo 2. Alex e Chhepal hanno provato a convincermi – prosegue il racconto di Simone Moro – hanno addirittura detto che sarebbero stati a campo 2 o 3 ad aspettarmi, ma ho detto loro che la finestra di bel tempo eccezionale dovevano assolutamente prenderla e sfruttarla e andare in vetta. Così hanno fatto e sono arrivati in cima al Manaslu d’inverno dopo 39 anni dalla prima invernale su quella montagna. 

Io sono rientrato da solo al campo base e ho seguito con gioia la loro, nostra scalata. Non sono abituato a intristirmi nè a rammaricarmi per un pezzo di vita che ha epiloghi diversi per la mia persona. Sono felice di aver condiviso tanti inverni con Alex e che lui sia andato in cima nel giorno perfetto che avevamo corteggiato e atteso”-

“Il destino ha voluto che io non ci fossi, ma che tutta la squadra realizzasse il progetto” – chiosa Simone Moro, dando arrivederci alle montagne Nepalesi.

Simone Moro, al centro accanto a Alex Txikon e insieme agli sherpa della spedizione, prima di essere costretto a rinunciare alla salita finale (foto da Facebook)

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