Sofia Goggia fe-no-me-na-le a St Moritz

Federico Errante |

Con una sola mano, con una classe immensa, con un cuore enorme. Contro, probabilmente, ogni legge della natura. A 24 ore dalla frattura alla mano sinistra, Sofia Goggia firma un’impresa sensazionale facendo sua la libera di Saint Moritz. L’affermazione numero 20, che la proietta ancor più nella leggenda perché vale l’aggancio a Federica Brignone al comando della graduatoria azzurra delle più vincenti di sempre. La numero 15 in discesa conferma, ancora una volta, che in condizioni normali la bergamasca pratica un altro sport rispetto alle rivali. Il terzo timbro stagionale su quattro prove nella specialità è costruito sulla consapevolezza di una netta superiorità che emerge anche quando per chiunque altra sarebbe più naturale un pit stop ai box. Non per lei, che già aveva addentato l’argento olimpico di Pechino con un ginocchio malconcio. “Quando ho fatto un giro in campo libero e ho messo lo scotch sulla mano sono riuscita a mettermi in posizione ad uovo. Oggi – ha detto a Raisport – nessuna è felice quanto me. Non nascondo d’aver avuto un pizzico di timore, poi ho pensato alle due precedenti larghe vittorie e mi sono detta che ce l’avrei fatta comunque se avessi sciato come so. Ci sono riuscita ed è bellissimo. Il mio primo ringraziamento va a coloro che con il loro impegno mi hanno permesso di essere al cancelletto dopo l’infortunio di ieri”. La più vicina al suo 1.28.85 è la slovena Ilka Stuhec (+0.43) che torna sul podio dopo la terza piazza di Cortina il 19 gennaio 2019 mentre a 52/100 c’è la tedesca Kira Weidle. Indietro le altre italiane: la migliore è Elena Curtoni che, dopo il graffio di ieri, termina ottava. Goggia, che fa un altro balzo  nella classifica di specialità, scavalca Vlhova e Holdener nella generale e diventa la diretta inseguitrice dell’americana Mikaela Shiffrin, quarta: 425 contro 475. Domenica 18 dicembre (ore 11:30, diretta tv Raisport e Eurosport) il trittico elvetico si chiude con il superG. Chissà che Sofia non regali l’ennesimo prodigio. 

Le parole di Sofia Goggia dopo la straordinaria vittoria nella discesa bis di St.Moritz:

“Forse la mia razionalità, unito alla mia istintività mi porta a fare quello che faccio. Dopo Pechino, in cui ho fatto un’Olimpiade su una gamba sola, una mano era ok: meglio aver le gambe che le mani. Oggi non c’era una ragazza più felice di me in partenza, non c’era nulla di scontato nemmeno che io potessi essere al cancelletto di partenza, ma quando l’ho capito in campo libero mi son detta che dovevo scendere con quella gioia e nessuna l’aveva. Mi è venuto in mente Pechino, mi son detta che le prove le avevo vinte con 1″3, e poi ho pensato a stare sui miei piedi e basta. Ieri è stata una giornata da cinema, ma quando il Gruppo San Donato ha chiamato i miglior chirurghi per operarmi io ho guardato i medici che si erano scomodati e che magari erano anche in vacanza, e ho capito che c’era un unità d’intenti che ci avrebbe portato alla vittoria.

Il successo di oggi è qualcosa di grande con 4 decimi, con una man e senza spingere con una fatica immensa sui salti. La dedico a tutte le persone che mi hanno aiutato ieri. E’ stato difficile per me dopo aver visto la cicatrice dopo l’operazione ho sentito un po’ di disagio dentro di me, ma ho solo pensato che potevo vincere e sono tanto tanto contenta. La Suter mi è venuta a fare i complimenti e mi ha fatto piacere, mi porto via l’abbraccio con il dottor Panzeri con cui ieri abbiamo vissuto una giornata folle, il mio skiman, il mio preparatore e tutto lo staff azzurro”.

Ventesima vittoria della discesista di Astino in Coppa del Mondo, che ha corso con tutore alla mano sinistra (credits: FISI)

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