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Outdoor 13 Febbraio 2026di Marco Enzo Venturini

Test in Bahrain, ma la nuova F1 piace a pochissimi

Si spengono i motori in Bahrain, e dopo l’attesissima tre giorni di test sul circuito di Sakhir si sono sciolti solo alcuni tra i dubbi che aleggiano sulla nuova Formula 1 frutto della rivoluzione regolamentare del 2026. Altri, al contrario, sono addirittura cresciuti e soprattutto sono pericolosamente numerose le polemiche. Che però, una volta tanto, sembrano riguardare molto poco la Ferrari. Tanto più che la nuova monoposto del Cavallino sembrava circondata da un profondo scetticismo ancora prima di scendere in pista, ma le risposte ottenute da Charles Leclerc e anche Lewis Hamilton appaiono invece rinfrancanti.

Il monegasco, terzo alla fine del Day-1 alle spalle del solito duo Norris-Verstappen, si è rivelato il pilota più veloce dell’intera giornata nel Day-2. Quindi ha lasciato spazio al solo Hamilton nel Day-3, quando la pista è sembrata restituire i risultati che tutti si aspettavano: Mercedes davanti a tutti, con un Kimi Antonelli tirato a lucido e in grado di precedere anche il compagno George Russell. Prima tra gli inseguitori resta comunque la Ferrari che, al netto di una piccola noia proprio venerdì pomeriggio, ha dato buoni segnali anche sul fronte di tenuta e affidabilità. Ben 138, infatti, i giri completati dall’inglese: il giorno prima Leclerc ne aveva fatto addirittura uno in più.

Ma quindi, questa Formula 1 è davvero così cambiata rispetto al passato? L’unica risposta possibile che il Bahrain ha restituito è: «assolutamente sì». Ma oltre all’aspetto estetico (dalla nuovissima ala Ferrari al disegno rivoluzionario della Aston Martin, fino alla Audi «senza pance»), e oltre all’ancora complicata gestione dei nuovi motori, la vera rivoluzione riguarda addirittura il modo di guidare dei piloti. Che, forse, mai nella storia aveva subito un’evoluzione radicale come quella di questo 2026. E che incuriosisce qualcuno, ma ha già infastidito tanti. Contribuendo in tal senso a rialimentare subito le scaramucce tra i due grandi rivali per il titolo 2025: Lando Norris e Max Verstappen.

A individuare l’elefante nella stanza ci ha pensato il sempre lucido Fernando Alonso. «La Formula 1 tra fine anni ’90 e primi anni 2000 era rumorosa, con monoposto leggere e in cui ti buttavi in pieno nelle curve veloci. Dovevi prendere dei rischi. Le macchine di oggi sono diverse, e tutta questa gestione dell’energia toglie un po’ di sfida al pilota. Infatti adesso non dobbiamo rischiare, ma risparmiare energia. Soprattutto in curva», ha sottolineato l’esperto spagnolo della Aston Martin, scuderia che peraltro appare al momento più in difficoltà di chiunque altro. Pur contento della resa della sua Ferrari è Hamilton, che però era stato ancora più diretto sui regolamenti 2026: «Siamo più lenti della GP2. Ed è quasi ridicolo quanto siano complesse le nuove regole. Nessun tifoso le potrà capire per davvero».

Il più severo di tutti resta tuttavia Verstappen, che ha addirittura confessato di essersi sentito al volante di una «Formula E sotto steroidi», che gli impedisce di guidare al massimo delle sue possibilità tanto da indurlo a valutare il clamoroso passaggio verso altre categorie del motorsport che possano nuovamente emozionarlo e divertirlo. Un assist troppo goloso per Norris, che anche da campione del mondo in carica sembra non aver perso il gusto per la polemica nei confronti dei colleghi. «Non siamo obbligati a restare qui. Per quello che ci pagano, non si può lamentare. E, se proprio vuole, può sempre ritirarsi», ha prontamente commentato l’inglese della McLaren. E il campionato ancora deve cominciare: chissà che, con questo clima, non possano approfittarne la tanto attesa Mercedes o – magari – una sorniona Ferrari…

Lewis Hamilton nel terzo giorno di test sul circuito del Bahrain (credits: Scuderia Ferrari)