Toloi non si lascia ammaliare dalle sirene dell’Inter

Fabrizio Carcano |

Le sirene dell’Inter cantano per Rafael Toloi. Senza tentarlo. In un mercato così lungo tutto è possibile, ma per ora il capitano nerazzurro sembra molto lontano dal trasferimento lungo la A4 dalla città dei Mille alla sponda nerazzurra del Naviglio. In primis, l’Atalanta non ha alcuna intenzione di privarsi del suo capitano, della sua bandiera, di un punto di riferimento per lo spogliatoio e di un giocatore di fatto intoccabile, come Marten De Roon, per il tecnico Gasperini. Toloi ha qualità tattiche che pochi hanno, è duttile, è un difensore che può giocare in più ruoli e che aiuta a costruire la manovra, è uno che sale e sfrutta gli spazi, infilando anche qualche gol sempre pesante come quelli dello scorso anno alla Sampdoria e alla Roma. Sostituire uno come lui sarebbe molto difficile e questo la dirigenza atalantina lo sa bene. L’ex San Paolo va per i 33 anni ma fisicamente è integro e finora, tolto un problema alla caviglia nel 2019, si è fermato pochissimo. Perché privarsene? Certo di fronte ad un’offerta da capogiro nessuno è intoccabile, ci mancherebbe, ma lo scenario al momento non è questo.

L’Atalanta ha sotto contratto il matogrossiano fino al prossimo 30 giugno 2024, ma è già prevista un’opzione biennale per il club, frazionata anno per anno: c’è già un dialogo aperto con il giocatore di Gloria D’Oeste per l’estensione fino al 30 giugno 2025, quando avrebbe 34 anni e mezzo. Poi si potrà discutere anche per il 2026, per fargli chiudere la carriera a Bergamo, come desidera anche il calciatore.

Intanto Toloi punta al prossimo Europeo con l’Italia detentrice del titolo continentale, conquistato a Wembley nel 2021: il brasiliano di origine trevigiana è stato uno dei protagonisti di quel trionfo azzurro e il ct Mancini negli ultimi mesi lo ha richiamato in gruppo schierandolo nelle gare per le qualificazioni Europee contro Inghilterra e Malta e poi a giugno per la Nation League.

Giocare da titolare nella Dea, con la vetrina continentale dell’Europa League, gli garantirebbe la visibilità per convincere Mancini a tenerlo tra gli azzurri, mentre una stagione nell’Inter, con il rischio di finire in panchina, sarebbe un azzardo in quest’ottica: un altro ragionamento da mettere sul tavolo.

Le sirene interiste possono cantare, l’estate è ancora lunga e tutto può succedere, ma al momento Toloi è la bandiera atalantina, una bandiera ben impianta nel solido terreno di Bergamo…

Rafael Toloi durante l’ultimo match giocato dall’Atalanta con l’Inter a San Sito (Ph: A. Mariani)

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